Prevenzione dei tumori, all’Arnas Civico il progetto “Alimentazione e stili di vita”

4 Settembre 2020

Il servizio video di Insanitas con le interviste a Giuseppe Carruba, responsabile del Sirs (Servizio Internazionalizzazione e Ricerca Sanitaria) e Salvatore Requirez (direttore sanitario).

di Lisa Sanfilippo

PALERMO. «Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo». Dal passato le parole di Ippocrate di Coo rimarcano ancora oggi quanto una corretta alimentazione e un sano stile di vita siano determinanti per mantenersi in salute e prevenire le malattie.

Questa constatazione è il punto di partenza del progetto «Alimentazione e stili di vita», in corso all’Arnas Civico e rivolto a pazienti oncologici che hanno accesso alle cure ospedaliere in regime di day-hospital (DH), day-surgery (DS), ricovero ordinario o ambulatoriale.

Clicca qui per il servizio video di Insanitas.

«Scopo del progetto- spiega Giuseppe Carruba, responsabile del Sirs (Servizio Internazionalizzazione e Ricerca Sanitaria)- è mettere a sistema un servizio di counseling nutrizionale e comportamentale destinato non solo al paziente oncologico, ma anche ai suoi familiari, finalizzato alla promozione di stili di vita salutari basati sui principi nutrizionali della dieta Mediterranea tradizionale. Le prescrizioni alimentari vengono personalizzate e si basano essenzialmente sulla limitazione di una serie di alimenti che purtroppo oggi sono molto comuni nelle nostre tavole, quelli ad alta densità calorica e ricchi di grassi animali».

Giuseppe Carruba (foto copyright Insanitas)

Il progetto ha preso il via da metà giugno, dopo una prima fase di definizione degli aspetti operativi e organizzativi. «Attualmente siamo arrivati ad una quarantina di casi- precisa Carruba- Ma contiamo di ampliare il numero, per avere alla fine dei dati statisticamente significativi. Si tratta essenzialmente di tumori alla mammella nella donna, alla prostata nell’uomo, oltre a quello del colon-retto in entrambi i sessi e a quello polmonare».

È scientificamente dimostrato che una scorretta alimentazione costituisca non soltanto un fattore di rischio per lo sviluppo tumorale, ma anche un elemento in grado di determinare ricadute e quindi la progressione della malattia.

Da qui l’importanza dell’aspetto nutrizionale, che in oncologia costituisce una metafora di legame alla vita e contribuisce a determinarne la qualità.

Il percorso, previsto dal progetto, che temporalmente si estende per 12 o 14 settimane, non solo è costante e personalizzato, ma si contraddistingue per l’approccio integrato. C’è quindi il supporto, nutrizionale e psicologico, di un team dedicato (nella foto, da sinistra: Laura Napoli (nutrizionista), Maria Luisa Calagna (psicologa), Stella Cutrera (nutrizionista), Giuseppe Carruba (responsabile di progetto), Ildegarda Campisi (nutrizionista) e Giovanni Pitti (statistico).

«Alla fine – aggiunge Carruba – si potrà determinare per ogni singolo paziente l’efficacia anche in termini di compliance e di benessere generale, in correlazione con i dati oncologici».

«Riportare ai giusti livelli di conoscenza i soggetti che affrontano un percorso assistenziale-sanitario in un ambiente ospedaliero, in riferimento ad una corretta alimentazione, significa andare incontro anche ad esigenze di tipo gestionale- precisa Salvatore Requirez, direttore sanitario dell’Arnas Civico- Questo, soprattutto sotto il profilo ospedaliero, comporta miglioramento delle cure, migliore risposta alle terapie, contenimento dei tempi di degenza, con benefici, diretti e indiretti».

Salvatore Requirez (foto copyright Insanitas)

 

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV