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Dal palazzo

L'interrogazione all'Ars

Prestazioni di riabilitazione fornite online, Foti: «Riconoscere il pagamento ai centri»

È quanto chiede, in un’interrogazione al presidente della Regione e all'Assessore per la salute Razza, la vicepresidente dell’Ars e deputata regionale del gruppo “Attiva Sicilia”.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «Riconoscere il pagamento ai centri di riabilitazione della Sicilia per le prestazioni fornite ai soggetti disabili attraverso modalità telematiche a causa l’emergenza del coronavirus».

È quanto chiede, in un’interrogazione al presidente della Regione e all’Assessore per la salute Razza, Angela Foti (nella foto), vicepresidente dell’Ars e deputata regionale del gruppo “Attiva Sicilia”.

Alla fine del lockdown, infatti, sono emerse diverse problematiche legate all’erogazione delle prestazioni di riabilitazione, soprattutto per quelle rivolte ai soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico.

Per le norme di contrasto al coronavirus i pazienti devono accedere alle prestazioni ambulatoriali senza accompagnatore e l’operatore deve obbligatoriamente indossare dispositivi di protezione individuale: questo comporta numerose difficoltà in questi soggetti più deboli tanto che in molti casi si è deciso, insieme con le famiglie, di continuare la riabilitazione in modalità telematica a distanza.

«Questa forma, però, – spiega Foti – non viene riconosciuta dalle Asp come prestazione e quindi non viene pagata dal sistema sanitario regionale. Ma una comunicazione del Ministero, anche grazie all’interessamento del senatore Giuseppe Pisani, su espressa richiesta dà il via libera all’uso di strumenti telematici, in vigenza dello stato di emergenza sanitaria, anche per questo genere di prestazioni. Così si è creato un limbo nel quale i centri potrebbero non veder riconosciute le prestazioni svolte e da svolgere con la modalità a distanza con la conseguenza di dover sospenderle. Situazione che potrebbe aggravarsi alla luce della possibile proroga dello stato di emergenza e quindi delle misure di restrizione».

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