Pressione alta tra i giovani

Salute e benessere

Lo studio

Pressione alta: occhio ai giovani e agli effetti sul cervello, ma spuntano nuove cure

Ecco quali sono i sintomi dell'ipertensione arteriosa e cosa fare per tenerla sotto controllo. Tante le cause. Attenzione a cosa mangiare e bere.

Tempo di lettura: 4 minuti

Attenzione alla pressione alta. Si sa che può comportare dei rischi, ma adesso c’è uno studio che mette in allarme anche i più giovani. Chi soffre di ipertensione arteriosa già a 30 anni, infatti, potrebbe mettere in pericolo la propria salute cerebrale da anziano e incorrere con più probabilità nella demenza senile o nell’Alzheimer.

Ipertensione e demenza senile, cosa svela la ricerca

La ricerca è stata condotta presso l’Università della California a Davi e pubblicata sulla rivista Jama Network Open. Gli studiosi hanno preso in esame un campione di 427 persone, confrontando le immagini della risonanza magnetica del cervello di anziani con pressione alta già a 30-40 anni con quelle di anziani che da giovani, invece, non soffrivano di ipertensione. I risultati hanno messo in luce differenze notevoli: il gruppo con pressione alta aveva infatti volumi cerebrali notevolmente ridotti e una peggiore integrità di fibre nervose. Un altro elemento significativo emerso dalla ricerca riguarda il sesso: gli effetti della pressione alta da giovani risultano più marcati negli uomini.

Ipertensione da giovani, i consigli della ricercatrice

Secondo la prima autrice dello studio, Kristen George, “le cure per la demenza sono estremamente limitate, quindi identificare i fattori di rischio modificabili nel corso della vita è fondamentale per ridurre l’onere della malattia. L’ipertensione  è un fattore di rischio incredibilmente comune e curabile associato alla demenza. Questo studio indica che soffrire di ipertensione nella prima età adulta influisce sulla salute del cervello decenni dopo”.

In sostanza, fare attenzione alla pressione o intervenire con cure quando è troppo alta già da giovani è indispensabile per limitare gli effetti negli anni a venire, quando a pagarne dazio potrebbe essere soprattutto il cervello.

Pressione alta, nuove cure

E a proposito di cure, ci sono nuovi scenari nella lotta all’ipertensione arteriosa, in particolare per i pazienti poco soddisfatti dai risultati delle terapie. Grazie a una tecnologia innovativa sarebbe più efficace contrastare il problema della pressione alta.

L’intervento mini-invasivo effettuato attraverso cateteri in anestesia locale si chiama denervazione renale e viene praticato dall’equipe cardiologica del professor Francesco Versaci dell’ospedale Goretti di Latina. Del resto, l’ipertensione non può causare soltanto la demenza senile, ma ha tanti altri effetti nocivi sul nostro organismo. Come spiega Versaci, può essere considerata “uno dei principali fattori di rischio per le malattie dell’apparato cardiovascolare tra le quali le più temibili sono ictus e infarto del miocardio”.

L’operazione viene eseguita con anestesia locale e consiste nell’inserimento di un palloncino di pochi millimetri nelle arterie renali. Attraverso questo strumento viene erogata energia termica a bassa potenza in diversi punti e si ottiene così la denervazione delle terminazioni del sistema simpatico in circa 30 minuti.

Ipertensione, quali sono i sintomi

I sintomi della pressione alta non sempre sono manifesti, anche nei casi più gravi. Quando però il corpo manda segnali, molto spesso sono sottovalutati o non attribuiti all’ipertensione.

Ecco i sintomi più comuni: mal di testa, alterazioni della vista, stordimento e vertigini, perdite di sangue dal naso, ronzii nelle orecchie. Ma poiché i sintomi sono pochi e spesso scarsamente evidenti, controllare periodicamente la pressione sanguigna e fare diagnosi precoce frequentemente è essenziale.

Le cause dell’ipertensione

I fattori che possono provocare l’ipertensione sono legati all’età, ma anche e soprattutto all’alimentazione e agli stili di vita. Fra le cause c’è la familiarità, l’età (aumenta la pressione arteriosa con l’avanzare degli anni), l’obesità, il fumo, un uso eccessivo di alcolici, lo stress, la vita sedentaria (poco movimento e poco sport aggravano i rischi), il diabete.

Ipertensione, quante persone ne soffrono

L’ipertensione arteriosa è molto più diffusa di quanto si pensi. Ne è colpito un adulto su tre ne. Secondo recenti statistiche è la causa maggiore di morte con oltre il 50% dei decessi per malattie cerebro-vascolari attribuibili alla pressione alta. Non solo, da studi statistici emerge che circa il 30% degli italiani, anche con l’assunzione di farmaci non raggiunge i valori desiderati della propria pressione. E in particolare si tratta nella maggior parte dei casi di pazienti giovani o comunque non troppo avanti con gli anni.

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