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Dal palazzo

Quattro categorie

Premio “Buona Sanità” a Messina, ecco tutti i vincitori dell’edizione 2018

Promossa dal Centro studi “La Fenice”, l'inziativa è giunta alla sua undicesima edizione.

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MESSINA. «Il premio “Buonasanità” nasce come reazione all’estrema pubblicità che viene fatta agli episodi di malasanità. Nonostante la buona sanità venga fatta quotidianamente in tutti gli ambulatori, in tutti i reparti e in tutte le sale operatorie, essa non balza agli onori della cronaca, allora cerchiamo ogni tanto di farle fare notizia”, ci spiega Giovanni Caminiti direttore del Centro studi “La Fenice” che organizza il premio “Buonasanità”, giunto alla sua undicesima edizione.

«Per fare buona sanità sono necessari i medici,  ma anche le strutture che li mettano nelle condizioni di poterla fare. Invece a volte alcuni amministratori tendono a smantellare delle strutture che funzionano bene- aggiunge Caminiti- Negli anni abbiamo ampliato il panorama, perché prima veniva dato un unico premio adesso siamo arrivati a darne quattro suddivisi in categorie».

Sul palco del Teatro dell’Istituto “Don Bosco”, sono stati  assegnati quattro premi:

“Buonasanità Giovani” è andato a Francesco Nucera specializzando del corso di pneumologia, mentre il premio “èquipe”, ritirato dal dottore Concetto Fleres, è stato assegnato all’Ospedale “San Vincenzo” di Taormina, il cui lavoro è stato riconosciuto da una mamma che dopo l’incidente stradale del figlio, sottoposto ad un delicato intervento al fegato e al polmone, ha scritto una lettera aperta di ringraziamento.

Per la categoria “medico singolo” ha vinto Domenico Brunetto, chirurgo vascolare dell’Ospedale “Papardo” per aver rimesso in piedi Tania Cariddi, arrivata al nosocomio d’urgenza perché è stata coinvolta in una sparatoria fuori da una discoteca estiva messinese. La pallottola ha provocato una frattura scomposta del terzo prossimale del femore della malcapitata. I suoi frammenti ossei si sono scomposti e sono letteralmente esplosi recidendo i muscoli e i vasi, sia l’arteria che la vena femorale.

Domenico Brunetto, Canciglia, Mattace Raso e Tania Cariddi

L’èquipe di Brunetto ha quindi domato immediatamente l’emorragia e poi ha ricostruito i vasi, prendendo un segmento di vena superficiale e facendo un’interposizione nell’asse venoso e nell’asse arterioso. Poi sono intervenuti gli ortopedici. Adesso Tania sta bene e cammina di nuovo sulle sue gambe. «Il premio è dedicato al medico singolo ma il merito del buon esito della vicenda va condiviso con tutti i colleghi anche del reparto, con gli anestetisti, gli ortopedici, gli infermieri, gli ausiliari».

Infine, il premio “Buonasanità 2018” è andato al dottor Francesco Berenato, il quale ha affermato: «Da internista e libero professionista oltre a svolgere il mio lavoro a Messina, in provincia e in Calabria faccio anche ricerca scientifica e presento degli studi ai congressi internazionali riguardanti i pazienti diabetici e cardiopatici».

Francesco Berenato

Inoltre, ha aggiunto: «I miei studi mirano alla prevenzione e quindi alla riduzione di morte cardiaca improvvisa. Il diabete si può prevenire perché tutto inizia con un problema di insulinoresistenza, la quale nasce perché viene prodotta più insulina, e sfocia poi in una vera e propria iperinsulinemia che può essere scoperta in anticipo facendo degli esami più accurati se l’adolescente che cresce accusa dei disturbi come il sovrappeso, oppure nel caso delle donne se hanno problemi mestruali o di cisti ovariche».

«Se anche nell’adulto vengono manifestati problemi come il dolore alla colonna vertebrale, confusione mentale, mal di testa, è necessario riconoscerli come campanelli di allarme che possono predire dei problemi di insulinoresistenza. Indagando sulla storia familiare del paziente si dovrebbero quindi fare degli esami specifici, non però la semplice curva da carico orale ma bisogna fare la curva insulinemica e nei tempi specifici. Con un’alimentazione specifica per il paziente e un’attività fisica mirata noi eviteremmo che un domani questo paziente necessiti di farmaci e possa sviluppare un diabete, che è la causa principale delle morti cardiache improvvise».

Soddisfatto e contento del premio ottenuto il dottor Berenato ha voluto mandare un messaggio ai giovani: «Io sono un medico che si è fatto da solo, non ho parenti medici e non ho mai avuto appoggi politici. Bisogna credere in ciò che si fa e tenere duro che alla fine i risultati arrivano. Non abbattetevi».

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