Resta sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram.

Clicca qui

Dal palazzo

L'intervista di Insanitas

Precari Covid, Liberti: «Si va verso una proroga con orari ridotti»

Il commissario per l'emergenza Covid-19 nel Catanese ha partecipato a un confronto con i vertici della Sanità provinciale: «Sottoporremo all'assessore Razza una rimodulazione dei posti letto, con l'obiettivo di curare i pazienti covid ma ottemperando pure alle esigenze dei ricoveri ordinari».

Tempo di lettura: 4 minuti

Restituire ai cittadini la sanità tradizionale senza abbandonare i pazienti covid. Questo l’obiettivo principale del Commissario per l’emergenza covid dell’area metropolitana di Catania, Pino Liberti (nella foto di Insanitas), reduce dal confronto che si è tenuto oggi in via Pasubio con i direttori generali delle aziende catanesi sulla rimodulazione dei posti letto. La necessità primaria è ridare spazio alle patologie comuni. Liberti ha inoltre sottolineato che ci sarà una proroga per gli operatori covid, rimodulati però per meno ore, sempre in accordo con l’assessore Ruggero Razza che sul tema ha emanato un atto d’indirizzo regionale.

Qual è la situazione attuale con l’aumento dei contagi?
«Su 100 pazienti che arrivano al pronto soccorso per una banale frattura, un infarto o altro, 20 sono positivi e quindi necessitano di essere isolati e ricoverati in reparto covid, e questo fa aumentare l’incidenza dei casi, perchè non possono stare nei reparti ordinari. I ricoveri per sintomi covid sono pochi, si tratta solo di soggetti non vaccinati o fragili. In quest’ottica dobbiamo vedere la rimodulazione dei posti letto, cioè continuando a curare i pazienti covid ma ottemperando alle esigenze dei ricoveri ordinari».

Si aspetta l’ok dall’assessore Razza per procedere alla rimodulazione e c’è la necessità di un focus sempre aggiornato sull’apertura di posti letto anche non covid...
«Abbiamo 328 posti covid disponibili, 40 materno infantile, 7 di cardiologia, 60 a bassa intensità rsa, penso che qualcosa sia possibile restituire alla sanità tradizionale. La situazione è al momento assolutamente sotto controllo, tuttavia continuiamo a monitorare e se la curva dovesse continuare a salire abbiamo pure immaginato una nuova rimodulazione. Sono molto orgoglioso di dire che a Catania abbiamo una grande sinergia tra tutte le aziende sanitarie, ognuna di loro è parte del sistema. Mi pregio di essere riuscito a far superare gli egoismi aziendali individuali, c’è qualche azienda che si sta sacrificando di più e chi meno, ma sempre in un ottica unitaria di fare sistema».

Relavivamente ai bambini, i ricoveri sono in aumento?
«Purtroppo se all’inizio avevamo 2/3 ricoveri di minori, oggi ne abbiamo 12, ieri erano 13, la settimana scorsa 18. Il reparto è sempre pieno. Vorrei ricordare però che si tratta di non vaccinati, per lo più nella fascia di età tra i 5 e i 14 anni. Se per gli adulti i ricoveri sono per altre patologie e poi invece risultano positivi senza saperlo, per i bambini invece accade proprio il contrario, arrivano in reparto già con sintomi covid. Purtroppo la vaccinazione nella fascia pediatrica non arriva al 15%. Tanti genitori sono sempre stati scettici nel vaccinare, in più adesso con questa sorta di “liberi tutti”, la fine dell’emergenza dell’epidemia e i riflettori mediatici puntati sulla guerra le vaccinazioni sono praticamente ferme. Per noi è davvero frustrante dover assistere bambini che potevano evitare il ricovero se vaccinati, o altri che presentano sintomi di long covid che non sappiamo quanto dureranno, se saranno a breve o lungo termine e come si possono evolvere».

Quali scenari vede da qui a qualche mese?
«Come abbiamo già detto in questo momento il problema non è la malattia, ma la pressione che ci può essere sugli ospedali, dove bisogna continuare a tenere aperti reparti covid per chi arriva invece per altre patologie che hanno comunque bisogno anche loro di assistenza. Ieri in Italia 100 mila contagi, tra poco togliendo l’obbligo delle mascherine e con le discoteche aperte, non so cosa potrà succedere».

Che fine faranno gli hub vaccinali?
«Oggi si effettuano 150/200 vaccini al giorno, negli scorsi mesi 1500/2000: con questi numeri l’epoca dei hub potrebbe essere conclusa, a mio avviso potrebbero bastare i medici di medicina generale e i classici punti vaccinali oggi anche per il covid. Però anche su questo aspetto indicazioni precise dall’assessorato. Per i medici interinali di Figliuolo con scadenza del contratto il 31 marzo si interromperà il contratto di lavoro. Mentre per gli altri verrà rimodulato con un orario ridotto».

State assistendo gli Ucraini che arrivano a Catania…
«Soltanto il 34% degli ucraini è vaccinato quindi il 66% è senza copertura vaccinale. Abbiamo implementato l’assistenza a questi rifugiati, per lo più donne, bambini ma anche uomini. Per tutti coloro che arrivano in aeroporto viene effettuato un tampone gratuito e per chi lo richiede anche il vaccino. Inoltre ci siamo adoperati per fornire una tessera sanitaria gratuita che gli permette anche di programmare gli altri vaccini ordinari che noi italiani abbiamo, come ad esempio la semplice antitetanica o altro di cui loro sono sprovvisti».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione




    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali

    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati

    Leggi anche