Dal palazzo

La circolare

Precari Covid, l’assessorato alla Salute: «Stabilizzazioni solo nei casi di effettiva precarietà»

Da piazza Ziino hanno chiesto ai commissari di adeguarsi a quanto stabilito dal Dipartimento nazionale della funzione pubblica per la legge n. 234 del 2021. Tuttavia l'intepretazione della norma è controversa.

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PALERMO. Nell’ambito della legge n. 234 del 2021 la procedura di stabilizzazione è destinata solo ai lavoratori in regime di effettiva precarietà. Lo ha sottolineato il Dipartimento della funzione pubblica presso la presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’attività istruttoria relativa a una stabilizzazione.  Un parere ora fatto proprio anche dall‘assessorato regionale alla Salute con una circolare inviata ai commissari delle aziende sanitarie siciliane il 12 dicembre e di cui Insanitas ha avuto visione (CLICCA QUI).

Il caso preso in esame dal Dipartimento nazionale della Funzione pubblica riguarda un Oss a tempo indeterminato che si era messo in aspettativa dalla sua azienda per avere contratti di infermiere a tempo determinato ed essere quindi stabilizzato presso un’altra azienda. Ebbene, secondo questa interpretazione della norma in questo caso non ci sarebbe, appunto, l’effettiva precarietà richiesta per la stabilizzazione.

Tuttavia c’è pure un’altra giurisprudenza amministrativa in base alla quale è contemplata anche la possibile partecipazione ai processi di stabilizzazione di chi ha contratti a tempo indeterminato.

La direttiva assessoriale n. 17406 del 2021- in presenza appunto di questo quadro giurisprudenziale non univoco- aveva rimesso alle valutazioni delle direzioni delle azienda sanitarie siciliane “la conciliazione da un lato delle legittime aspettative di stabilizzazione del personale precario privo di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e dall’altro l’esigenza di disporre di professionalità già formate e con esperienza maturata nel settore”.

Tuttavia,  ora nella circolare del 12 dicembre l’assessorato alla Salute sottolinea che con il recente parere il Dipartimento della Funzione pubblica “ritiene che l’obiettivo prioritario delle procedure di stabilizzazione sia il superamento del precariato e l’ulteriore finalità della valorizzazione della professionalità acquisita presuppone inscindibilmente l’esistenza di tale condizione in rapporto di concomitanza e non di alternatività. Diversamente, la stabilizzazione si configurerebbe in un reinquadramento migliorativo di soggetti della pubblica amministrazione già titolari di contratto a tampo indeterminato  e quindi non rientranti nella platea dei lavoratori precari”.

Per questo motiva, con la recente circolare l’assessorato alla Salute sollecita le aziende sanitarie ad adeguarsi a quanto ora stabilito dal Dipartimento della Funzione pubblica relativamente alle stabilizzazioni in corso di definizione per il superamento del precariato.

Sulla vicenda interviene la Cgil Fp Sicilia:«Siamo di fronte ad un caos organizzativo che va ulteriormente a peggiorare la situazione esistente. Oltre al fatto che si negano diritti a precari sia della dirigenza medica che del comparto in attesa della stabilizzazione».

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