ASP e Ospedali

La delibera

Precari Covid, l’Asp di Palermo non proroga amministrativi e tecnici

Per loro non c'è disponibilità di posti nella dotazione organica. Via libera per un altro mese, invece, per il personale del ruolo sanitario.

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PALERMO. Via libera dall’Asp di Palermo alla proroga dei contratti dei precari Covid del ruolo sanitario. Sono esclusi, invece, amministrativi, tecnici e professionali. Lo prevede una delibera del primo marzo a firma del commissario straordinario Daniela Faraoni (nella foto di Insanitas) con oggetto il “mantenimento delle risorse umane reclutate extra ordinem per contrastare il Covid-19” e che prende le mosse anche dalla recente direttiva esplicativa dell’assessorato regionale alla Salute secondo la quale si dovevano individuare i profili esistenti nelle rispettive dotazioni organiche, ancora non coperti.

L’Asp sottolinea che nel corso del 2019 e del 2021 ha impegnato “l’organizzazione e la politica dei reclutamenti ai fini del riassorbimento nella dotazione organica dei 647 contrattisti precari ex Lsu coadiutori amministrativi, condizionando anche per i successivi anni i reclutamenti dell’area tecnico-amministrativa che è stata utilizzata per la ricollocazione ai sensi della legge Madia”. Pertanto, “in virtù delle disposizioni vigenti e delle condizioni organizzative esistenti non risulta possibile dare seguito a procedure selettive che riguardino i ruoli tecnici, amministrativi e professionali”.

Al contrario “per la disponibilità della dotazione organica aziendale risulta opportuno mantenere i contratti flessibili operanti per il personale del ruolo sanitario, in possesso dei requisiti previsti dalla norma per l’accesso nei rispettivi ruoli di appartenenza, per la durata di un mese e dunque fino al 31 marzo 2023”.

La proroga, in particolare, è disposta per 13 incarichi libero professionali di psicoterapeuta e per i Co.Co.Co.: 2 medici, 21 assistenti sociali, 20 educatori professionali, 1 infermiere, 1 assistente sanitario e 8 tecnici della prevenzione. Questa mini proroga è stata disposta “per le esigenze di transizione ancora esistenti per l’uscita definitiva dell’organizzazione dal sistema emergenziale che ha operato durante la pandemia”. Per loro l’orario di lavoro sarà nel limite massimo di 48 ore mensili e con almeno 2 accessi settimanali.

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