Dal palazzo

L'annuncio

Precari Covid in Sicilia, si va verso la proroga dei contratti

L'assessore Razza ha affermato che entro metà marzo, previo un nuovo confronto con la Commissione Sanità e sulla base delle indicazioni della Conferenza Stato-Regioni, la giunta regionale adotterà un provvedimento.

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PALERMO. Si va verso la proroga dei contratti per il personale medico, sanitario e amministrativo che in questi mesi ha lavorato presso le strutture contro il Covid in Sicilia. È quanto emerso stamattina in Commissione Sanità dell’Ars, dove, rispondendo ad una specifica sollecitazione della deputta leghista Marianna Caronia, l’assessore Ruggero Razza ha affermato che entro la metà del mese, previo un nuovo confronto con la Commissione e sulla base delle indicazioni venute dalla Conferenza Stato-Regioni, la Giunta regionale adotterà un provvedimento per la proroga dei contratti, finalizzata a proseguire le attività di contrasto e prevenzione del Covid-19, in particolare le attività di tracciamento dei positivi, lo screening tramite tamponi, la somministrazione dei vaccini, l’attività di USCA.

Soddisfazione per quanto riferito dall’Assessore è stata espressa dalla stessa Caronia che ha sottolineato come «non si può disperdere il patrimonio di competenze e professionalità acquisite in due anni di pandemia e va comunque mantenuto alto il livello di attenzione rispetto alla possibile recrudescenza del virus».

La Caronia ha chiesto anche all’assessore che sia predisposto un piano per il progressivo ritorno alla normale funzionalità dei reparti Covid, in presenza del calo del numero dei positivi e soprattutto dei sintomatici.

«In questi due anni- ha detto la deputata della Lega- la pandemia ha costretto a mettere in secondo piano tante attività sanitarie ed ospedaliere, con una ricaduta negativa sulla qualità dell’assistenza per migliaia di cittadini, soprattutto quelli appartenenti a categorie più fragili e affetti da patologie croniche. Fermo restando che non si può considerare finita l’emergenza, allo stesso tempo è però indispensabile andare oltre l’attuale impostazione, per garantire cure a tutti con un’adeguata programmazione dell’utilizzo delle strutture e del personale».

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