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Dal palazzo

Il "caso La Rocca"

Posti letto Covid, i medici siciliani: «Noi salviamo vite, i politici facciano i politici»

Gli Omceo intervengono sul "caso La Rocca" e sottolineano: «La vicenda sarà chiarita dalle istituzioni competenti, tuttavia non si rifilino a noi responsabilità della mancata applicazione del Piano regionale sul Coronavirus».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «Gli Ordini dei medici siciliani non entrano nel merito della vicenda che sarà chiarita dalle istituzioni competenti. Intendiamo però seguirla passo passo già dalla commissione Salute dell’Ars, stabilita il prossimo 24 novembre”.

Lo scrivono gli Omceo siciliani sulle dichiarazioni rese alla stampa dal dirigente generale della Pianificazione strategica, Mario La Rocca, circa alcuni medici che avrebbero firmato cartelle false per non dimettere i pazienti in quanto contrari all’attivazione di posti letto per malati di Coronavirus.

Inoltre, aggiungono: «Ciò che però emerge immediatamente dalle notizie di stampa è il tentativo di rifilare responsabilità ai medici della mancata applicazione del Piano regionale Covid, cosa che attiene alla politica e alle sue diramazioni. I confini con la professione medica sono molto chiari. I politici facciano i politici, i medici salvano vite rispondendo ad un codice etico. Non è una divisione ma percorsi paralleli, dove ciascuno riveste il proprio ruolo».

Secondo gli Omceo siciliani «a fronte dell’insostituibile lavoro dei medici nella cura dei malati Covid con una carica di umanità senza precedenti, certe dichiarazioni senza controllo, solo per autodifesa, hanno un’effetto distruttivo e il danno potrebbe essere insanabile per la stessa tenuta sociale. Vale la pena ricordare tutte le vittime tra medici, infermieri e sanitari morti di Coronavirus aiutando gli altri. Sono gli stessi medici che continuano ogni giorno in grande silenzio a garantire salute rischiando la loro vita».

Infine, i medici siciliani sottolineano: «Ci auguriamo che una volta calato il sipario su questa triste vicenda vengano accertate le responsabilità e si riconosca la virtù del rispetto per la dedizione di tutti i sanitari».

 

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