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Posti letto Covid, Cimo: «No ad ospedali misti senza percorsi di sicurezza»

2 Ottobre 2020

Il sindacato dei medici "la confusione regna sovrana e questo spezzettamento di competenze e le ipotesi di mescolare Covid e non Covid nelle stesse strutture va nella direzione opposta al buon senso".

 

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PALERMO. “In queste ultime settimane abbiamo assistito ad un rincorrersi di decisioni e di marce indietro, complete o parziali. A cominciare dal Pronto Soccorso pediatrico dell’Ospedale Cervello, inizialmente destinato alla chiusura col personale medico smembrato e mandato in varie sedi, da Cefalù al di Cristina alle Malattie Infettive dello stesso Cervello”.

Lo affermano Giuseppe Bonsignore (Segretario Aziendale CIMO Villa Sofia – Cervello) e Angelo Collodoro ( Vice Segretario Regionale CIMO) relativamente ai posti letto destinati in Sicilia all’emergenza Coronavirus.

“A queste soluzioni, illegittime e prive di efficacia, CIMO si è opposta a tutela dei colleghi e della salute dei cittadini. E per fortuna non siamo stati gli unici ad avere questo punto di vista, con i vertici dell’ARNAS che alla fine si sono opposti fermamente alla chiusura e al trasferimento al Di Cristina del P.S. Pediatrico del Cervello”.

Dal sindacato dei medici sottolineano: “Allo stesso modo abbiamo segnalato la scarsa aderenza dei fatti alla programmazione dell’Assessorato, con la scomparsa dell’IMI dalla destinazione Covid e soprattutto dall’eclissarsi dell’ISMETT dal ruolo che le era stato attribuito con i preventivati 40 posti letto di terapia intensiva mai attivati”.

Secondo il sindacato Cimo “si procede ancora a macchia di leopardo, con l’attivazione frettolosa di posti letto al Civico, e in misura minore al Policlinico mentre nel contempo si chiede all’Ospedale Cervello di aumentare i posti letto Covid, passando dagli iniziali 60 previsti nel documento assessoriale a 120 o addirittura a 200. In ultimo è tornata in pista l’Ospedale di Partinico che a breve dovrebbe tornare Covid Hospital. La confusione regna sovrana e questo spezzettamento di competenze e le ipotesi di mescolare Covid e non Covid nelle stesse strutture va nella direzione opposta al buon senso”.

Bonsignore e Collodoro aggiungono: “Alla vigilia della stagione influenzale che potrebbe avere pesanti ripercussioni anche sulla pandemia da Coronavirus, non è più il momento di balbettamenti, di passi avanti e retromarce. E’ giunto il momento di uscire dagli equivoci e di prendere decisioni univoche e condivise da tutti, in grado di metterci nelle condizioni di affrontare i prossimi mesi al meglio. Archiviate le posizioni IMI e ISMETT, bisogna identificare senza remore le strutture da adibire alla lotta al Covid in toto, senza incertezze e soluzioni miste, lasciando invece alle altre strutture sanitarie il ruolo di fronteggiare le situazioni ordinarie legate alle altrettanto rilevanti patologie non Covid”.

“Se Partinico deve essere identificato come struttura Covid, che si proceda senza soluzioni miste come vorrebbero alcuni, dai politici alla cittadinanza perché non sarebbe sicuro lasciare mezzo Ospedale Covid e l’altra metà non Covid senza percorsi separati che scongiurino il contagio dei restanti pazienti”.

Dal Cimo sottolineano: “L’Ospedale Cervello va a questo punto interamente adibito a Covid Hospital, con riferimento al Padiglione A dove insiste il Pronto Soccorso, con la trasformazione dei posti letto e delle Unità Operative che vi sono allocate in Reparti Covid di varie specialità, dalla Ostetricia e Ginecologia, alla Neonatologia, alla Pediatria, allo stesso Pronto Soccorso Pediatrico. Ovviamente con l’incremento dei posti di Terapia Intensiva e subintensiva finora rimasti sulla carta che vanno attivati al più presto con l’implementazione del personale medico e infermieristico necessario, se del caso con il supporto da parte di altre Aziende e con le formule che più verranno ritenute opportune”.

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