Dal palazzo

Il caso

Polo pediatrico di Palermo, le associazioni: «Troppi altri 5 anni di attesa»

Le reazioni all'annuncio di Schifani e Volo sul cantiere incompiuto di Fondo Malatacca: «Bene la ripresa dei lavori, ma intanto urgono soluzioni immediate»

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PALERMO. Altri cinque anni di attesa per avere il Polo pediatrico a Palermo sono tanti, troppi: è il grido d’allarme delle associazioni dei pazienti dopo avere appreso da Renato Schifani e Giovanna Volo che il cantiere della grande incompiuta dell’ex Cemi sì ripartirà– e questa è una buona notizia- ma, appunto, si concluderà non prima di un lustro.

«I tempi di attesa sono “apocalittici”, nel frattempo questi piccoli pazienti saranno già giovani adulti» sottolinea Cira Maniscalco (presidente del Co.sma.nn), aggiungendo: «Ci sia almeno la continuità assistenziale da pediatrico ad adulti con un team multidisciplinare in grado di poter seguire il paziente dall’inizio fino alla fine del percorso diagnostico e terapeutico. Nel frattempo le famiglie dovranno ancora migrare per 5 anni. Come intende procedere il governo per sopperire ai fatidici viaggi della speranza? Mi auguro che in questo lungo periodo di attesa si possa individuare una ubicazione dove creare le condizioni per una unità operativa dedicata e con assunzione di personale qualificato e specializzato in malattie rare neurologiche e neurochirurgiche».

Interviene anche Fabrizio Artale, presidente dell’Associazione “Movimento per la salute dei giovani”:  «Una prospettiva positiva dopo 12 anni di lunghe attese, false promesse ed inerzia istruzionale. Con cauto ottimismo e fiducia, continueremo a pretendere l’immediata ripresa dei lavori affinché il più grande Ospedale Pediatrico del Meridione, ubicato a Fondo Malatacca di Palermo, possa essere definito in tempi brevi e senza altri indugi. Chiediamo al governatore Schifani di trasformare i proclami in azioni concrete perché le famiglie dei piccoli sofferenti siciliani hanno il diritto che ci siano cure in una struttura ospedaliera di Alta Eccellenza Clinica nella nostra regione».

«Bisogna fare presto», è l’appello di Antonio Tomaselli (fondatore del movimento Cittadini in Rete) che porta la testimonianza e la voce di tante famiglie che vivono quotidianamente il disagio di non poter avere la giusta assistenza sanitaria per i propri figli in Sicilia. «Quando c’è di mezzo la salute, specialmente quella dei minori, la burocrazia deve lasciare spazio alle azioni ed alla concretezza per porre fine ad anni di inefficienza ed ingiustizie. Apprendiamo con grande speranza il fatto che qualcosa inizi a muoversi ma facciamo in modo che l’auspicio si trasformi in una reale inaugurazione di un polo pediatrico d’eccellenza per i piccoli pazienti siciliani. Il diritto alla salute dei bambini prima di ogni cosa».

Un commento arriva pure da Giovanni D’Aiuto, presidente della Uildm: «Come detto già a Cira Maniscalco, condividendo il suo pensiero, riteniamo vergognoso il trattamento riservato dalle istituzioni sanitarie regionali a pazienti fragilissimi quali i bambini ed adulti gravissimi. Sono del tutto irragionevoli tempi così lunghi per la realizzazione del Polo Pediatrico, da troppo tempo atteso dai pazienti e dai loro familiari che dovranno sobbarcarsi ancora per anni i gravi disagi e gli insopportabili costi dei “viaggi della speranza”. I pazienti neuromuscolari non possono accettare che, per logiche ben lontane dall’interesse dei pazienti, vengono chiusi Centri di Eccellenza, quale il Centro di Riferimento per le patologie neuromuscolari di “Villa Sofia- Cervello” che hanno dato assistenza a migliaia di pazienti dell’intera Sicilia senza che, vi siano, al momento, alternative ugualmente idonee. La nostra voce si unirà a quelle di tutte le Associazioni, rappresentative dei pazienti, che vorranno contrastare attivamente questo sistema di gestione della sanità, che rappresenta un grave pericolo per la vita di bambini e adulti. Abbiamo il diritto di essere curati da medici specializzati e non da medici che non hanno alcuna competenza».

Infine, interviene Cinzia Calderone (presidente dell’associazione Iris): «Il progetto del nuovo polo pediatrico è diventato nel tempo una chimera. Un’oasi nel deserto che molte volte riempie di speranze tanti piccoli pazienti. Spero che i tempi di realizzazione siano più brevi di quanto ahimé annunciato. Le persone dinanzi a patologie cosi complesse hanno poco da decidere. Devono avere tempestività e risorse economiche che talvolta non si hanno. Un genitore disperato in queste condizioni può solo indebitarsi per tutto quello che è necessario a mantenere in salute i propri piccoli. In questo lasso di tempo, che serve a creare l’eccellenza del nuovo polo pediatrico, le istituzioni dovrebbero comunque attivarsi per garantire un livello essenziale di assistenza in un reparto dedicato con ambulatori e degenza o quantomeno sostenere le famiglie per cercare di trovare il minimo standard di assistenza. Speriamo che i buoni presupposti e i progetti discussi nei tavoli tecnici in questi giorni portino alla luce il grande polo pediatrico di eccellenza per il bene dei piccoli pazienti siciliani».

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