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Policlinico di Palermo, costituita la nuova rete aziendale antiviolenza

9 Maggio 2017

La delibera del manager De Nicola.

 

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PALERMO. Il Policlinico Giaccone, da oltre un decennio partner della Rete contro la violenza alle donne e ai minori della città di Palermo, a conferma del rinnovato impegno istituzionale manifestato pochi giorni fa durante l’iniziativa che si è svolta alla Galleria di Arte Moderna, ha costituito con l’atto deliberativo n. 410 dell’8 maggio la nuova rete di Referenti all’interno dell’ospedale universitario.

L’AOUP, storicamente impegnata nel contrasto alla violenza di genere, ha elaborato la procedura per l’assistenza alle vittime di violenza di genere in età adulta. Tale protocollo viene adottato in tutti i Pronto Soccorso delle Aziende sanitarie di Palermo nei casi di violenza fisica, mentre nei casi in cui venga dichiarata anche- o esclusivamente- violenza sessuale, si segue un percorso specifico presso il Policlinico, unica Azienda ospedaliera della città in cui è presente la Medicina Legale.

Il protocollo operativo del Policlinico, interconnesso alle procedure degli altri servizi presenti nella Rete cittadina, viene attuato da un gruppo di lavoro composto da alcuni referenti che lavorano nelle unità operative maggiormente coinvolte nell’accoglienza e nella presa in carico delle vittime di violenza di genere.

«Sono orgoglioso dell’impegno profuso in questi anni dal Policlinico Giaccone nel contrasto alla violenza sulle donne- dice il manager Fabrizio De Nicola– e pertanto ho ritenuto opportuno procedere all’aggiornamento dell’équipe aziendale specializzata nell’assistenza di persone vittime di violenza. Abbiamo confermato e integrato il gruppo di referenti appositamente formati appartenenti all’area medica, infermieristica, ostetrica e laboratoristica. Completano il gruppo, una referente aziendale per i rapporti con la Rete antiviolenza cittadina e una referente per i rapporti con la suddetta Rete aziendale di professionisti».

«Al più presto- continua De Nicola- riunirò l’intero gruppo di lavoro per rendermi conto in prima persona delle eventuali criticità incontrate nell’applicazione del protocollo operativo e per individuare, insieme ai professionisti direttamente coinvolti, le possibili azioni di miglioramento».

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