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Policlinico Giaccone, ricostruzione simultanea di pollice e alluce

Intervento di 12 ore su un paziente che, in un incidente stradale, aveva riportato l'amputazione del primo dito della mano destra.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Nella UOC di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico Giaccone, diretta dalla Professoressa Adriana Cordova, nel corso di un unico intervento, durato dodici ore, è stato eseguito un intervento di ricostruzione totale del pollice e dell’alluce. La particolarità dell’intervento sta nella contemporanea ricostruzione delle due dita, un intervento eseguito in pochi centri al mondo.

L’operazione è stata effettuata su un paziente che, in un incidente stradale, aveva riportato l’amputazione del primo dito della mano destra. A distanza di tre mesi dal trauma, l’equipe guidata dal chirurgo plastico Pierfrancesco Pugliese e composta dalla Dottoressa Mara Franza e dai medici in formazione specialistica Fernando Rosatti, Mariangela Vulpetti, Chiara Canfora e Serafina Pepe, hanno eseguito la ricostruzione completa del pollice mediante l’autotrapianto dell’alluce che, a sua volta, è stato ricostruito, con un’altra procedura microchirurgica, con un trasferimento di cute e osso dalla regione ileo inguinale, garantendo così l’ integrità anatomica-estetica del piede.

Durante la lunga procedura il paziente è stato monitorato e seguito dagli anestesisti Marta Montalbano e Roberto Cusimano. Il paziente è stato dimesso a 8 giorni dall’intervento.

«È questo un intervento ricostruttivo estremamente complesso che viene eseguito in pochi centri al mondo e che conferma l’UOC di Chirurgia Plastica del Policlinico Paolo Giaccone come uno dei centri all’avanguardia nell’ambito della chirurgia post traumatica e ricostruttiva della mano» commenta la professoressa Cordova.

La Direttrice generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, dichiara: «Mi congratulo con la professoressa Cordova, il Dottore Pugliese e tutta l’equipe. Nella nostra Azienda, caratterizzata dall’inscindibilità tra assistenza, formazione e ricerca, la combinazione di competenze chirurgiche avanzate e tecnologie all’avanguardia continua a spingere i confini di ciò che è possibile, offrendo soluzioni sempre più efficaci per il miglioramento della qualità della vita dei pazienti».

La ricostruzione delle dita mediante autotrapianto dal piede è una tecnica diffusa e consolidata da diversi anni che può restituire la funzionalità della mano.

«Le protesi- spiega Pugliese- per quanto performanti non posso sostituire un dito vero. L’autotrapianto di dito dal piede è la tecnica più complessa e avanzata che esista in questo ambito ma soprattutto nel nostro paese è difficilmente accettata per via della mutilazione del piede. Aver trovato un modo per ridare l’anatomia del piede nello stesso tempo chirurgico può ridare a tutti quei pazienti “indecisi” la forza per intraprendere un percorso di ripristino della propria anatomia della mano».

Pugliese conclude: «Tutto il personale medico e infermieristico della UOC di Chirurgia Plastica ha contribuito in maniera fondamentale per la riuscita della procedura, la cui prognosi normalmente è riservata fino a 7 giorni dopo».

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