Policlinico Giaccone, innovativo intervento di ricostruzione della parete addominale

13 Giugno 2020

Codificato nel 2015 dai chirurghi dell’Università di Cleveland e "inedito nel Palermitano" è stato eseguito presso il reparto di Chirurgia Oncologica diretto dal professore Latteri e l’equipe chirurgica è stata guidata dal dottor Tosto.

 

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PALERMO. È stato eseguito al Policlinico “Giaccone” un innovativo intervento di ricostruzione della parete addominale. «Siamo stati i primi in città e provincia ad avere applicato questa tecnica», sottolinea Crispino Roberto Tosto, dirigente medico dell’Università degli Studi e chirurgo del Dipartimento di Oncologia del Policlinico.

Il caso clinico in questione è una 39enne operata per due volte in un nosocomio della provincia di ernia e laparocele strozzato, disturbi che hanno determinato un disastro di parete con difetti multipli. La paziente presentava, inoltre, un voluminoso utero fibromatoso con miomi di oltre 20 cm.

L’intervento è stato programmato con due equipe chirurgiche: una ginecologica impegnata nell’asportazione dell’utero e l’altra che si è occupata della ricostruzione della parete con tecnica protesica innovativa indicata per questo genere di danni parietali.

Dopo la rimozione dell’utero di oltre 3 Kg, eseguito dai ginecologi Venezia e Cucinella, si è passati alla fase di ricostruzione della parete addominale effettuata con una protesi attraverso l’uso di una tecnica chiamata TAR (transversus abdominal release) un’evoluzione della Rives-Stoppa e ha l’obiettivo di ricostruire tutta la parete addominale dallo sterno al pube, ricreando la giusta statica della linea mediana. Questo genere di intervento può durare anche 10 ore ma fornisce una solidità reale a tutta la parete addominale.

«Utilizzando una grande rete sintetica di oltre 50 cm si può ricostruire tutta la parete addominale dallo sterno fino al pube e non solo una parte della parete, come avviene nelle altre tecniche- afferma Crispino Roberto Tosto- Abbiamo usato una rivisitazione della tecnica TAR in cui si ricostruisce tutta la cavità addominale andando staccare il muscolo trasverso. Separando i muscoli siamo riusciti a creare un alloggio opportuno per questo tipo di “grandi riparazioni” che devono essere eseguite per i cosiddetti disastri di parete. In questo modo si avranno difficilmente recidive perché sono state coperte tutta la cavità».

L’intervento codificato nel 2015 dai chirurghi dell’Università di Cleveland è stato eseguito presso il reparto di Chirurgia Oncologica diretta dal professore Mario Latteri e l’equipe chirurgica è stata guidata da Tosto insieme ai colleghi Massaro, Ferriolo e Mannino con la collaborazione dell’anestesista Sacco.

Infine, Tosto sottolinea: «La lenta normalità della nostra Sanità dopo la vicenda del Coronavirus deve necessariamente prevedere un lavoro di equipe, che con sacrificio quotidiano ed in silenzio può ambire ai migliori risultati, con un servizio più qualificato e competente a servizio del paziente».

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