Policlinico Giaccone, ex paziente: «In chirurgia oncologica un esempio di Buona Sanità»

8 Gennaio 2020

La lettera di ringraziamento al chirurgo Crispino Roberto Tosto: «Ha corretto l'errore commesso precedentemente da un suo collega di un altro ospedale palermitano».

 

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PALERMO. Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un ex paziente del Policlinico Giaccone.

«Spett. Direttore, le scrivo per condividere una riflessione sicuramente in linea con quello che è l’indirizzo del vostro giornale. Qualche tempo fa ho dovuto sottopormi ad una operazione di ernia ombelicale, un piccolo intervento … un piccolo buco, un grande taglio.

L’intervento era semplice ma la poca attenzione del chirurgo che mi ha operato ha provocato, nel tempo, la ricomparsa di un’ernia di oltre sette centimetri di lunghezza. Stavolta la fortuna mi ha arriso perché ho incontrato un chirurgo che ha preso in carico il mio caso e come non mi sarei aspettato ha cominciato col spiegarmi il perché del mio male e come poterlo affrontare assistendomi fin da subito come uomo e non come numero di cartella clinica.

Purtroppo mi rendo conto che elementi ai quali dovremmo essere facilmente abituati, come il professionale approccio di questo chirurgo nei miei confronti, rientrano poi, nel comune parlare, nel campo della fortuna/sfortuna, come se il destino di chi varca le soglie di pronto soccorsi ed ospedali dovesse essere retto dal fortuito destino e conseguentemente dal medico cui mettiamo letteralmente in mano la nostra salute.

Nei giorni scorsi sono finalmente stato congedato perché guarito. Purtroppo anche nella scelta delle cure bisogna avere un po’ di fortuna; e non dovrebbe essere così. Premetto che la prima e la seconda operazione le ho avute fatte nell’ambito dello stesso perimetro, due ospedali diversi ma vicinissimi.

Il dott. Crispino Roberto Tosto (Policlinico Giaccone, reparto di chirurgia oncologica) che mi ha operato in ultimo ha dovuto correggere un errore del chirurgo precedente, a lui va tutto il nostro, mio e della mia famiglia, riconoscimento per l’assistenza prestata.

Basta ricordare sempre che medico e paziente sono entrambi donne ed uomini di pari dignità, ma all’interno delle mura ospedaliere, che talvolta intimoriscono i pazienti, i degenti ed i rispettivi familiari ricoprono il ruolo dei coprotagonisti che “subiscono” le scelte degli attori principali.

Questo resta il mio personale pensiero e a tratti sfogo riguardo un’esperienza personale e non si propone affatto di essere metro di giudizio o paragone. Il medico, prima ancora che professione, è missione e vocazione; a tutti loro la mia più sincera stima».

Ringrazio il vostro giornale per lo spazio concessomi,

Pasquale Ferla

NDR: il chirurgo Crispino Roberto Tosto (nella foto) nelle scorse settimane era stato ringraziato anche da un’altra ex paziente.

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