Policlinico Giaccone, contro i tremori del Parkinson una tecnica innovativa ad ultrasuoni

2 Febbraio 2019

Utilizzata per la prima volta nel 2015 in via sperimentale, è stata progressivamente migliorata. Ecco le interviste video a cura di Insanitas.

di Valentina Grasso

PALERMO. Una metodica innovativa utilizzata per la prima volta in Italia presso il Dipartimento di Diagnostica per Immagini del Policlinico Universitario “Giaccone”.

È la tcMRgFUS (transcranial Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound Surgery), una procedura di radiologia interventistica che permette di trattare, alleviare e persino eliminare i sintomi del tremore essenziale, del Parkinson tremorigeno e del dolore neuropatico cronico resistente.

La tecnica, utilizzata per la prima volta nel 2015 in via sperimentale, si basa sull’utilizzo di ultrasuoni focalizzati ad alta intensità guidati da Risonanza Magnetica che si pone come valida alternativa a un intervento chirurgico classico con l’utilizzo di bisturi, talvolta non tollerato dal paziente, ma anche alla terapia farmacologica, spesso dagli scarsi effetti.

La tcMRgFUS sfrutta infatti gli ultrasuoni che attraversano i tessuti e, all’aumento progressivo della temperatura, creano delle piccole lesioni terapeutiche focalizzate che bruciano i neuroni nei centri nervosi localizzati in profondità nel cervello (es. talamo, sub-talamo e pallido) dove ha origine il tremore.

I vantaggi della tcMRgFUS sono molteplici. L’acquisizione di un bersaglio garantisce un imaging radiologico molto preciso e accurato modificabile in caso di errore direttamente durante la procedura. Ma prevede anche una costante collaborazione e comunicazione tra il paziente e il medico: durante la fase di intervento il paziente da sveglio, e solo in anestesia locale, mostra in diretta la riuscita e quindi il trattamento del sintomo.

Con la tcMRgFUS, inoltre, a differenza della radiochirurgia stereotassica con CyberKnife, non si utilizzano radiazioni ionizzanti eliminando i rischi causati dall’esposizione ad elevate dosi di radiazioni. Allo stesso tempo, non ricorrendo a tecniche invasive, non si manifestano nemmeno i rischi legati a complicanze intra- e post-operatorie come emorragie ed infezioni.

La procedura, se in fase iniziale richiedeva fino a 6 ore di intervento, adesso calcola una durata di circa 3 ore, molto più sopportabile, quindi, da parte del paziente.

Si riducono anche i tempi di degenza ad appena 24/48 ore, dopo le quali, il paziente può tornare normalmente alle sue attività quotidiane apprezzando fin da subito i miglioramenti dell’intervento. Aspetto questo da non sottovalutare visto il notevole sgravio dagli oneri economici legati alla lungodegenza dei pazienti.

Non tutti i soggetti però possono sottoporsi alla MRgFUS. La metodica infatti si avvale di un team multidisciplinare che lavora in assoluta sinergia. La prima fase, quella di screening, è riservata al neurologo che individua, attraverso una scala di valutazione, quali pazienti possono accedere alla cura.

La procedura infatti presenta delle controindicazioni e non può essere offerta a pazienti con patologie di origine psichiatrica o con protesi metalliche. Successivamente l’intervento vero e proprio verrà posto in essere da un’équipe di neurochirurghi e neuroradiologi.

Rispetto al 2015, l’efficacia della MRgFUS ha permesso di proporre la procedura a un numero di pazienti sempre maggiore riducendo anche la lunghezza delle liste d’attesa. Si è passati da 1-2 paziente al mese agli attuali 7-8 pazienti al mese con una previsione di ulteriore aumento nei prossimi mesi.

L’apparecchiatura installata al Policlinico, inoltre, ad oggi, è l’unica al mondo con uno scanner di Risonanza Magnetica da 1,5 Tesla: negli altri centri sono infatti utilizzati scanner RM con un’intensità di campo di 3 Tesla.

Le evidenze scientifiche promettenti prospettano un futuro in cui la tcMRgFUS potrà essere applicata sperimentalmente anche ad altre patologie quali i tumori cerebrali, l’epilessia e la malattia di Alzheimer.

Nel servizio video le interviste al neurologo Marco D’Amelio, al prof. Gerardo Iacopino, responsabile della U.O.C. di Neurochirurgia del Policlinico “Giaccone”, al prof. Massimo Midiri, direttore de Dipartimento di Diagnostica per Immagini del Policlinico di Palermo, e al neuroradiologo e operatore MRg FUS Cesare Gagliardo.

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