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Policlinico di Palermo, il rebus della nomina del Direttore Generale

6 Aprile 2020

Un mese fa l'accordo fra Micari e Razza sembrava raggiunto, poi è calatato il silenzio. Ecco la rosa dei "papabili" . Il sindacato Fgu Gilda Unams: "In un momento così delicato di emergenza COVID-19, è stata lasciata da sola la governance dell’AOUP che si sta adoperando tra mille difficoltà".

 

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Dopo uno scambio di nominativi “graditi” fra il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari e l’assessore Regionale alla Salute Ruggero Razza, sembra sia in dirittura d’arrivo la nomina del direttore generale del Policlinico di Palermo. Dal 19 dicembre 2019, a seguito delle dimissioni di Carlo Picco, il “Giaccone” è privo del massimo organo di vertice della governance aziendale. Dallo scorso 29 febbraio è scaduto anche l’incarico sostitutivo che era stato assegnato al direttore amministrativo Fabrizio Di Bella, per cui di fatto ormai da più di un mese il Policlinico di Palermo risulta “decapitato”.

Lo scorso 18 febbraio l’assessorato ha dato il via alla procedura destinata al perfezionamento dell’intesa necessaria alla nomina del Direttore Generale dell’AOUP che, a rigore di legge, deve avvenire con un reciproco “gradimento” dell’assessore alla salute e del magnifico rettore su un nominativo, ovviamente dotato dei requisiti previsti ed inserito nella long list attivata dall’assessorato Regionale (leggi qui) .

Secondo quanto comunicato dal rettore Micari alle organizzazioni sindacali il 2 aprile, l’Ateneo di Palermo il 25 febbraio avrebbe fornito una rosa di 5 nomi all’assessorato che, con nota del 28 febbraio, ha manifestato il proprio mancato gradimento su tutti i nominativi proposti, formulando una nuova rosa formata da altri cinque nominativi. Il 3 marzo l’accordo sembra raggiunto. Fabrizio Micari infatti manifesta per iscritto il proprio gradimento su uno dei 5 nomi contenuti nella “controproposta” formulata dagli uffici dell’assessore Razza.

Chi è il “prescelto”? Ad un mese di distanza dall’individuazione di un profilo condiviso ancora nessuna notizia. “Con nota del 24 marzo u.s. – scrive Micari ai sindacati – ho ribadito il raggiungimento dell’intesa sul nominativo individuato nell’ambito della rosa di nomi proposti dalla parte regionale. Ritengo di aver compiutamente effettuato tutti i passi necessari per pervenire al raggiungimento dell’intesa e quindi per dare all’AOUP una guida stabile e autorevole in questo momento drammaticamente complesso. Ad intesa così raggiunta, competono all’Amministrazione regionale i successivi adempimenti ai fini dell’insediamento del Direttore Generale dell’AOUP”.

Ad aver rallentato, o forse bloccato l’intesa raggiunta potrebbe essere stata la pubblicazione, avvenuto lo scorso 1 aprile, dell’elenco aggiornato dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale presso Asp e Ospedali del Sistema Sanitario Nazionale (leggi qui): più di 350 nominativi, fra cui tantissimi nomi noti (siciliani e non) che ora hanno titolo per poter essere inseriti almeno in una delle 4 categorie previste nella long list utilizzata dalla Regione per le nomine di Direttore Generale e che ora va necessariamente aggiornata.

Questa novità potrebbe offrire all’assessore Ruggero Razza lo spunto per nominare un commissario, in attesa dell’aggiornamento della lista regionale. Il che, per altro, gli consentirebbe di individuare un nome da solo, senza il preventivo accordo di Micari. Solo una ipotesi che però si va facendo strada con il passare dei giorni da quel famoso 3 marzo, giorno in cui l’accordo sul nuovo d.g del Policlinico di Palermo sembrava trovato.

I “PAPABILI”

Al momento la long list regionale dei nominativi idonei a svolgere il ruolo di direttore generale presso il Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo contiene 21 nomi: Vincenzo Barone, Callisto Bravi, Roberto Colletti, Fabio Damiani, Fabrizio De Nicola, Maria Letizia Di Liberti, Silvio Falco, Maria Grazia Furnari, Pietro Grasso, Giuseppe La Ganga, Giovanni La Valle, Walter Messina, Giovanni Migliore, Carlo Picco, Joseph Polimeni, Giorgio Santonocito, Gaetano Sirna, Gervasio Venuti, Nicola Zavattaro e Alberto Zoli.

Da questo elenco è possibile fin d’ora escluderne alcuni, a partire ovviamente da quello di Carlo Picco, ma anche i nomi di Giuseppe Laganga, direttore generale del Policlinico di Messina; Roberto Colletti, direttore generale dell’Arnas Civico; Fabio Damiani, direttore Generale dell’Asp di Trapani; Maurizio Lanza, direttore generale dell’Asp di Catania; Walter Messina, direttore generale di Villa Sofia – Cervello; Fabrizio De Nicola, direttore generale del Garibaldi di Catania, Vincenzo Barone, Direttore Generale del Bonino Pulejo.

In un momento così delicato come quello in cui troviamo sembra difficile, ma non impossibile, che l’assessorato regionale decida di rimuovere un direttore generale in carica per spostarlo al Policlinico di Palermo, lasciando così libera la direzione generale di provenienza.

Altrettanto dicasi per Giovanni Migliore, direttore generale del Policlinico di Bari; Giorgio Santonocito, direttore generale dell’Asl di Roma; Giovanni La Valle, commissario della Città della Salute di Torino e Alberto Zoli, direttore generale AREU Lombardia. Gli incarichi di assoluto prestigio ottenuti lontano dalla Sicilia, potrebbero fare da deterrente rispetto alla disponibilità di accettare la direzione generale del Policlinico palermitano.

C’è poi Joseph Polimeni, attualmente direttore generale dell’Azienda Sanitaria Friuli occidentale. Polimeni ha svolto gran parte della sua carriera in Toscana. Assumere la direzione generale del Policlinico di Palermo sarebbe per lui di certo una promozione. Un altro papa straniero dopo Picco? Potrebbe essere, ammesso e non concesso che si suo il nome intorno a cui Micari e Razza hanno fatto quadrato. A dirla tutta sembra un’ipotesi remota.

Ci sono poi i nomi di Pietro Grasso, direttore sanitario dell’Ospedale Mater di Olbia; Callisto Bravi, direttore sanitario dell’ASST Bergamo Ovest e Gervasio Venuti, commissario straordinario di Girgenti Acque.

Anche per loro un eventuale incarico di Direttore Generale del Policlinico di Palermo sarebbe senz’altro una promozione. Per quanto riguarda Callisto Bravi appare difficile che possa lasciare il delicato incarico di Bergamo in questo momento di estrema emergenza per quel territorio.

Rimangono tre profili, attualmente senza incarichi dirigenziali in sanità: Silvio Falco, dimessosi lo scorso 23 febbraio dall’incarico di direttore generale della Città della Salute di Torino. Questa data rappresenta una strana coincidenza e dunque un piccolo indizio a suo favore (con una nota del 24 febbraio infatti Micari ufficializza il raggiungimento dell’intesa con Razza). C’è poi Maria Grazia Furnari, ex commissario dell’Asp di Caltanissetta e Nicola Zavattaro, ex direttore generale dell’Asl Lanciano Vasto Chieti.

C’è poi un’ultima, affascinante ma anche improbabile ipotesi: quella di Maria Letizia Di Liberti, attuale dirigente generale del DASOE, donna forte della sanità siciliana e sicuramente in grado di guidare la complessa macchina del Policlinico palermitano. Ma anche in questo caso Razza dovrebbe liberare un tassello, e che tassello! Se fosse questo il nome che ha messo d’accordo Razza e Micari ci sentiamo di escludere che il “colpo di scena” possa avvenire in questo periodo di emergenza.

Sul delicato argomento è intervenuto anche il sindacato FGU GILDA UNAMS 

“Non intendiamo entrare nel merito delle competenze – scrive in una nota il coordinatore Giuseppe D’Anna – però, viene spontaneo  pensare che, se in un momento così delicato di emergenza COVID-19, è stata lasciata da sola la governance dell’AOUP che si sta adoperando tra mille difficoltà, per affrontare la grave e difficile condizione emergenziale, forse già nel prossimo futuro l’AOUP potrebbe fare a meno delle figure dirigenziali mancanti, determinando un risparmio economico ed investendo i risparmi derivanti dalla mancata nomina dei due dirigenti, con assunzioni di personale  Medico  Infermieristico e Tecnico, indispensabile alla funzionalità delle attività assistenziali. Siamo certi che la nostra maniera sarcastica di affrontare una problematica così cogente, possa spingere chi ne ha la competenza a decidere di dare una Dirigenza e mezzi sufficienti all’AOUP per rispondere alle esigenze che la cittadinanza reclama, in un momento così grave per il Paese.”

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