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Policlinici

Ecco i nomi

Policlinico di Milano, 6 nuovi direttori di struttura complessa

Inoltre nel 2021 sono entrati a far parte della squadra quasi mille nuove professionalità

Tempo di lettura: 5 minuti

Al Policlinico di Milano sono appena entrati in servizio 6 nuovi direttori di struttura complessa: raccolgono il testimone di alcuni dei più rinomati medici e scienziati che hanno contribuito, nel corso della loro lunga carriera, a rendere il Policlinico di Milano non solo un riferimento internazionale, ma anche il primo Istituto pubblico per la quantità e la qualità della ricerca prodotta. Un’eredità non semplice, gestita in costante e stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e che punta a rafforzare ulteriormente sia l’assistenza ai pazienti sia l’attività scientifica, da sempre due dei valori di riferimento del Policlinico.

I nuovi arrivi nel dettaglio

Piergiorgio Messa ha passato il testimone a Giuseppe Castellano, nuovo direttore della Nefrologia, Dialisi e Trapianto di Rene. Castellano ha dedicato la sua vita professionale alla comprensione delle cause delle malattie renali, per poter fornire ai pazienti il trattamento più efficace sia nel momento della malattia acuta che in quello della cronicità. Con una lunga esperienza all’estero, vanta collaborazioni con numerosi centri di livello internazionale.

Emilio Berti ha passato il testimone ad Angelo Valerio Marzano, nuovo direttore della Dermatologia. Marzano è stato autore di diversi importanti studi sul rapporto tra Covid-19 e sintomi dermatologici, che hanno gettato le basi per una diagnosi precoce sia per gli adulti che per i bambini colpiti dal nuovo coronavirus.

Giorgio Rossi ha passato il testimone a Paolo Muiesan, nuovo direttore della Chirurgia Generale e Trapianti di Fegato. Muiesan ha all’attivo oltre mille trapianti: ha svolto la sua attività chirurgica tra il King’s College Hospital di Londra e il Queen Elizabeth and Children’s Hospital di Birmingham. Tornato in Italia nel 2018, ha diretto la Chirurgia Epatobiliare all’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze. E’ coordinatore di numerosi studi e progetti di ricerca internazionali, con una elevatissima produzione scientifica che ha ottenuto ad oggi 6.788 citazioni sulla letteratura.

Francesco Grossi ha passato il testimone a Ornella Garrone, direttore dell’Oncologia Medica. Garrone si è formata all’Istituto Scientifico Tumori di Genova e ha dedicato la maggior parte della sua attività alla cura e allo studio del tumore al seno. Negli anni ha rafforzato prevalentemente la ricerca clinica e traslazionale, con l’obiettivo di portare le scoperte di laboratorio al letto delle pazienti.

Due importanti conferme anche per dei professionisti ‘storici’ del Policlinico, che vengono nominati direttori di Unità operativa dopo un periodo in cui hanno ricoperto il ruolo di facenti funzioni. Anna Ludovica Fracanzani è stata confermata direttore della Medicina Generale-Indirizzo Metabolico; professoressa associata di Medicina Interna all’Università degli Studi di Milano, per il Policlinico è anche referente del Centro universitario per lo studio delle malattie metaboliche del fegato. Vanta una nutrita rete di collaborazioni scientifiche nazionali e internazionali. Marco Locatelli è stato invece confermato direttore della Neurochirurgia. Opera da 20 anni in Policlinico, dove si è concentrato sulla clinica e sulla ricerca dei tumori del Sistema Nervoso Centrale. E’ da tempo impegnato nel rafforzare le collaborazioni anche con le altre Unità operative dell’Ospedale, per creare sempre più percorsi condivisi sia per la diagnosi sia per la terapia delle patologie neurochirurgiche. È professore associato di Neurochirurgia all’Università degli Studi di Milano.

Infine, dopo 5 anni termina anche l’incarico di Silvano Bosari, che dal 2016 ha guidato la direzione scientifica del Policlinico di Milano. In attesa della designazione del suo successore, di competenza del Ministero della Salute, gli subentra come facente funzioni Flora Peyvandi, direttore della Medicina Generale – Emostasi e Trombosi del Policlinico, tra le più importanti ricercatrici internazionali nell’ambito ematologico.

«La nostra squadra si rinnova nel segno dell’eccellenza medica e sanitaria- commenta il presidente del Policlinico di Milano Marco Giachetti– Uomini e donne di grande peso scientifico vanno a sostituire altrettanti professionisti che hanno fatto grande il Policlinico in questi anni. Il nostro IRCCS si conferma ai vertici della cura e della ricerca, puntando su persone capaci di coniugare l’attenzione al paziente con una grande professionalità e la capacità di innovare diagnosi e cure attraverso la continua ricerca scientifica».

«Ringrazio tutti i professionisti che hanno dedicato la loro vita professionale al nostro Ospedale- commenta Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano- e do il benvenuto ai nuovi direttori di Unità operativa, con i quali siamo già al lavoro per rendere il nostro Ospedale sempre più a misura di paziente. Contiamo anche su di loro per confermarci ancora una volta come primo istituto pubblico di ricerca e cura in Italia per qualità e quantità della produzione scientifica, ma anche per intensificare gli studi clinici e le collaborazioni internazionali».

Oltre ai nuovi direttori, nel 2021 sono entrati a far parte della squadra del Policlinico quasi mille nuove professionalità: per la copertura del turn over, per combattere l’emergenza Covid-19, per il rafforzamento di settori particolarmente strategici e per dare maggiore impulso alla ricerca scientifica. In particolare, sono stati contrattualizzati (dal 1 gennaio al 31 ottobre) oltre 200 collaboratori del comparto e più di 100 colleghi con profilo dirigenziale, principalmente sanitario.

A loro si aggiungono circa 300 medici vaccinatori (fondamentali per il funzionamento dei 3 Centri vaccinali anti-Covid gestiti dal Policlinico), 250 professionisti con partita iva e circa 200 borsisti di ricerca. «Uno sforzo ancora più grande- conclude Belleri- se consideriamo che abbiamo alle spalle due anni in cui è stato molto complesso trovare professionisti sanitari per far fronte ai bisogni assistenziali, soprattutto per alcuni profili. Il nostro impegno è stato quello di non lasciare vacante un solo posto, garantendo allo stesso tempo la sostituzione dei colleghi andati in pensione».

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