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L'annuncio

Policlinico di Messina, vaccini antinfluenzali per operatori sanitari e pazienti ricoverati

La campagna avrà inizio a partire dal 24 ottobre. Sarà possibile ricevere in co-somministrazione il vaccino anti-Covid.

Tempo di lettura: 3 minuti

Al Policlinico di Messina avrà inizio a partire dal 24 ottobre la campagna di vaccinazione antinfluenzale raccomandata per tutti i professionisti sanitari che operano ogni giorno in ospedale. Come lo scorso anno, sarà possibile ricevere in co-somministrazione il vaccino antinfluenzale con il vaccino anti-Covid; altra opzione è quella di ricevere insieme al vaccino antinfluenzale il vaccino anti-pneumococcico, contro la polmonite, o il vaccino anti Herpes Zoster, contro il fuoco di S. Antonio.

La campagna vaccinale interna promossa dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina è offerta gratuitamente per gli studenti dei corsi di laurea di area sanitaria ed è consigliata anche per i pazienti ricoverati e per i familiari dei degenti che, in caso di situazioni cliniche particolari, potranno avere l’opportunità di vaccinarsi. Sarà il personale di ogni singolo reparto a richiedere la vaccinazione per i degenti. Quest’anno è disponibile anche un vaccino antinfluenzale pediatrico per i piccoli pazienti, somministrabile attraverso uno spray nasale, adatto a bambini e adolescenti che hanno un’età compresa tra i 24 mesi e i 18 anni.

Il personale dell’Unità Operativa di Igiene Ospedaliera, guidata dal Prof. Raffaele Squeri, ha pianificato più appuntamenti vaccinali nei diversi padiglioni dell’Azienda per raggiungere chi desidera vaccinarsi direttamente in reparto. La vaccinazione può essere eseguita anche presso il centro vaccinale, collocato al terzo piano del Padiglione G, aperto dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 12:30.

«Con l’arrivo della stagione fredda- spiega il Prof. Squeri- i numerosi virus respiratori tipici di questo periodo ritorneranno a circolare affiancando il covid. Tra questi il virus influenzale rappresenta da anni uno dei principali agenti patogeni respiratori, in grado di causare elevati tassi di mortalità. Peraltro una recente esposizione al virus dell’influenza potrebbe peggiorare l’esito del covid e rendere più impegnativo il decorso della malattia. La vaccinazione negli operatori sanitari ha una quadrupla valenza: protegge i pazienti e lo stesso professionista che per ragioni di lavoro è più esposto al contagio; inoltre tutela anche il servizio sanitario che in situazioni epidemiche potrebbe trovarsi a dover fronteggiare una carenza acuta di personale e in più, in epoca covid, rende più semplice una diagnosi differenziale».

«L’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali (mascherine, ecc.), negli ultimi due anni, ha ridotto drasticamente la diffusione del virus influenzale. Questo ha determinato una minore copertura vaccinale antinfluenzale in tutta Italia. La percentuale dell’AOU “G. Martino” si è attestata per il 2021/2022 intorno al 45% rispetto a una media nazionale del 48%».

«Quest’anno- prosegue ancora il Prof. Squeri- la non obbligatorietà dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali  nei luoghi di vita comune causerà un sicuro aumento dell’ incidenza dell’influenza, per tal ragione è caldamente consigliata la vaccinazione antinfluenzale, specialmente per gli operatori sanitari».

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