Policlinici

L'approfondimento di Insanitas

Policlinico di Messina, oltre 1.000 pazienti all’anno in Chirurgia Maxillo-Facciale

Presente dal 2000, quando fu la prima in Sicilia, è guidata dal prof. Francesco Saverio De Ponte con un team di 7 medici e una sinergia multidisciplinare.

Tempo di lettura: 4 minuti

MESSINA. Sono più di un migliaio i pazienti, provenienti dalla zona nord-orientale dell’isola e da parte della Calabria, che ogni anno vengono gestiti sia chirurgicamente che ambulatorialmente dall’U.O.C. di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’A.O.U. G. Martino” di Messina. Presente sul territorio dal 2000, la struttura èall’interno del Pad. E ed è guidata dal prof. Francesco Saverio De Ponte, a cui va riconosciuto il merito di aver portato in Sicilia, e nello specifico nella città dello Stretto, questa particolare branca della chirurgia. Gli altri due centri dedicati alla specializzazione maxillo-facciale, che si trovano a Palermo e Catania, sono infatti stati inaugurati negli anni successivi.

Le molteplici attività dell’Unità operativa sono state illustrate ad Insanitas dal prof. De Ponte e insieme ai colleghi specialisti in Chirurgia Maxillo Facciale, i dott.ri Emanuele Magaudda e Alessandro Calvo. «All’interno della nostra Unità Operativa- spiega il professore- non ci occupiamo soltanto di emergenza-urgenza ed in particolare di traumi, ma svolgiamo anche un fondamentale servizio di diagnosi clinica quotidiana attraverso i nostri diversi ambulatori».

Le patologie traumatiche, trattate dalla nascita dell’Unità operativa ad oggi, sono più di 4.000. «Le cause – precisano gli specialisti- sono spesso da imputare ad incidenti stradali, colluttazioni, traumi sportivi o accidentali. Peculiari sono poi i traumi balistici, spesso autoinferti, perché comportano un sovvertimento delle strutture scheletriche, muscolari e cutanee, adiacenti alla sede d’ingresso del proiettile».

«Per quanto riguarda gli incidenti stradali– affermano i chirurghi- le lesioni possono interessare diverse parti del corpo, ma nella maggior parte dei casi ad essere coinvolto è soprattutto il distretto facciale. Per questo motivo è necessario utilizzare un approccio multidisciplinare, attraverso l’intervento di un team formato non solo dai chirurghi della specialità maxillo-facciale, ma anche da neurochirurghi, otorini, ortopedici, radiologi, anestesisti e rianimatori. Il nostro ruolo è quello di salvaguardare le vie aeree e organi fondamentali come gli occhi e le strutture che li ospitano (orbite, zigomi) e la bocca (mascellare, mandibola), oltre ad essere di supporto nella gestione dei traumi cranio facciali che interessano le ossa frontali che proteggono le strutture encefaliche. Fondamentale, anche da un punto di vista psicologico, è poi la gestione dei traumi dei cosiddetti tessuti molli o tegumenti: la ripresa funzionale deve essere accompagnata da un recupero estetico, basilare per il reinserimento sociale del paziente dopo il trauma».

L’ambito di competenza dell’U.O.C. di Chirurgia Maxillo Facciale del Policlinico Martino si estende anche ad ulteriori patologie, a cui sono dedicati appositi ambulatori specializzati, che riguardano la chirurgia orale, le malformazioni cranio facciali come per esempio la labiopalatoschisi, l’oncologia testa-collo nel cui ambito rientrano le neoplasie delle ghiandole salivari, la sindrome di Eagle e le disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare. In particolare, per quanto riguarda la “sindrome di Eagle”, sono tantissimi i pazienti residenti fuori Regione che chiedono di poter accedere ed essere presi in carico dalla struttura. “Siamo infatti l’unico centro– dichiarano De Ponte, Magaudda e Calvo- a trattare chirurgicamente questa patologia sul territorio nazionale e sono diverse le richieste che ci arrivano anche da parte di pazienti stranieri».

«Il nostro team- proseguono gli specialisti- è composto da 7 medici, di cui 5 ospedalieri e 2 universitari. Oltre i professionisti già citati ci sono Carla Nava, Elena Familiari, Roberto Falzea e Luciano Catalfamo. Quando il caso specifico lo richiede, collaboriamo a stretto contatto anche con gli altri reparti del Policlinico, come l’U.O.C. di Neurochirurgia, l’ U. O. C. di Otorinolaringoiatria, l’U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia, l’U.O.C. di Odontoiatria e Odontostomatologia e l’ U.O.C. di Oftalmologia. Gli interventi si svolgono generalmente dal lunedì al venerdì e due volte a settimana si prolungano fino alle ore 20. Un ambito a parte è costituito dalle emergenze, che vengono trattate anche sabato e domenica. Gli ambulatori sono attivi dal lunedì al giovedì dalle 14 alle 16 per prime visite generali e dalle 16 in poi, per le patologie specifiche».

Inoltre, l’equipe è attualmente impegnata in un progetto, svolto in collaborazione con il CNR di Messina, che prevede l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sala operatoria. «Si tratta- spiegano i chirurghi- di un progetto attualmente in fase di sviluppo, che permetterà un domani di poter operare a distanza, raggiungendo intraoperatoriamente risultati ottimali e limitando il margine di errore umano nel riposizionamento dei monconi fratturativi nei casi che possiamo definire come i più destruenti e impegnativi in campo traumatologico, ovvero i fracassi facciali».

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