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Policlinico di Messina, multe in arrivo per i pazienti che non disdicono le prenotazioni

1 Aprile 2019

Le sanzioni saranno inviate a chi non si è presentato per ricevere la prestazione sanitarie e non ha disdetto la prenotazione.

 

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MESSINA. Nei prossimi giorni verranno spedite dal Policlinico Martino di Messina delle lettere con le quali vengono comminate le sanzioni a tutti quei pazienti che non hanno disdetto la prenotazione e non si sono presentati per ricevere la prestazione prenotata nell’anno 2018.

Lo rende noto la stessa azienda sanitaria, specificando che “per incentivare l’utenza ad una prudente fruizione dei servizi sanitari, onde evitare sprechi di risorse pubbliche, sia le disposizioni nazionali che quelle regionali prevedono l’irrogazione di penali nei confronti degli assistiti che non disdicono una prenotazione nei tempi e nei modi previsti.

L’importo della penale è pari al ticket previsto per la prestazione specialistica non eseguita e la sanzione viene comminata anche se il cittadino è esente, come previsto dalle disposizioni normative di riferimento.

Nella nota inviata sono indicati il codice della prenotazione, con la data dell’appuntamento mancato, l’entità della sanzione, le modalità di pagamento e i recapiti per presentare eventuali memorie difensive.

È possibile giustificare la mancata disdetta in caso di: ricovero in una struttura sanitaria o altro motivo di salute, accesso al pronto soccorso, restrizione della libertà personale, decesso; grave impedimento (lutto familiare, incidente stradale, cause di forza maggiore).

“Una prenotazione non disdetta difatti diventa un posto occupato immotivatamente e provoca all’azienda, al Sistema Sanitario Regionale ma soprattutto alla collettività un danno economico nonché un ritardo nella tutela della salute pubblica”, aggiungono del Policlinico.

E concludono: “Il danno al Sistema e alla Collettività è di particolare rilevanza: non consente difatti di riassegnare la prenotazione ad un’altra persona, che ne avrebbe potuto usufruire, allungando di conseguenza le liste d’attesa, e blocca l’utilizzo di risorse umane e attrezzature specialistiche senza motivo”.

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