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I dettagli

Policlinico di Messina, il nuovo volto della Chirurgia vascolare

L’inaugurazione del complesso operatorio e la rivisitazione delle degenze su un unico piano consolida la caratterizzazione del padiglione E nel campo delle emergenze.

Tempo di lettura: 3 minuti

MESSINA. Contare su tecnologie all’avanguardia per offrire ai pazienti un’assistenza di alto livello e agli operatori l’opportunità di svolgere al meglio la propria opera. L’inaugurazione del complesso operatorio di chirurgia vascolare dell’AOU G. Martino e la rivisitazione delle degenze su un unico piano– presso il padiglione E- consolida il processo già da tempo avviato all’interno dell’AOU di voler caratterizzare sempre più il padiglione E quale padiglione delle emergenze.

Qui infatti insistono la Stroke Unit, l’Emodinamica e l’UTIC per attuare al meglio il percorso delle reti tempo dipendenti, infarto e ictus, per cui l’AOU è hub di riferimento. Vi sono anche la Rianimazione Ordinaria e parti del Dipartimento di Diagnostica per Immagini con la Radiologia, la Neuroradiologia, la Radioterapia Oncologica e la Medicina Nucleare; quest’ultima recentemente impreziosita dall’avvio dell’attività del nuovo ciclotrone.

L’UOC di Chirurgia Vascolare, diretta dal prof. Filippo Benedetto, è una delle realtà cliniche con maggiore performance organizzativo-gestionale e un fatturato che supera i 6 milioni di euro di DRG, la cui complessità, con un peso medio superiore a 3, la posiziona, anche in benchmarking con la media regionale, tra le migliori dell’AOU, subito dopo le terapie intensive.

Sono tre in tutto le sale operatorie presenti all’interno del nuovo plesso, di cui una ibrida. Quest’ultima è dotata di un angiografo di ultima generazione, top di gamma, con schermi digitali che consentono di visualizzare il campo operatorio in alta risoluzione, favorendo così l’esecuzione delle procedure endovascolari con un elevato grado di accuratezza e precisione. A rendere ancora più gradevole l’aspetto delle sale sono le serigrafie presenti alle pareti dove campeggiano immagini suggestive del territorio siciliano.

La sala ibrida consente di valorizzare a pieno quell’approccio multidisciplinare che- grazie alla presenza di tecnologie avanzate direttamente in sala operatoria- consente di avere in contemporanea quelle immagine angiografiche necessarie per eseguire al meglio l’intervento. I benefici per il paziente sono notevoli perché vengono evitati spostamenti, si abbattono i tempi e soprattutto si riducono le complicanze anche perché, grazie alla strumentazione angiografica presente, con una visione ad alta risoluzione, non viene iniettato mezzo di contrasto.

Un complesso operatorio strutturato con percorsi ben distinti per operatori e pazienti; è presente sia una sala preparazione pre-intervento, sia una sala risveglio, entrambe adiacenti all’area di rianimazione post-chirurgica dotata di quattro posti letto dove i pazienti rimangono sotto stretto monitoraggio nella fase post-operatoria, per poi essere trasferiti in reparto una volta superata la fase più delicata. Le degenze si trovano sempre sullo stesso piano con i 20 posti letto dell’UOC di chirurgia Vascolare e i 12 posti letto dell’UOSD di Chirurgia Toracica.

«I prossimi programmi di investimento, grazie a finanziamenti regionali e investimenti dell’Ateneo- sottolinea il Commissario Straordinario dell’AOU G. Martino Giampiero Bonaccorsi– prevedono l’adeguamento e la messa a norma dei reparti di Chirurgia del padiglione F, la realizzazione di nuove sale operatorie chirurgiche, neurochirurgiche e ortopediche. Per quest’ultima specialità è previsto un nuovo reparto di degenza, sempre al padiglione E, valorizzando l’affermazione dell’AOU G. Martino quale centro hub per la rete del “trauma”, vista la presenza delle unità operative di Neurochirurgia e chirurgia Maxillo Facciale. L’assetto definitivo del Padiglione E sarà completato con la conclusione dei lavori del nuovo pronto soccorso».

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