Policlinico di Messina, il dg Laganga: «Ecco le caratteristiche del nuovo reparto di Rianimazione»

30 Settembre 2019

Il manager dell'Azienda Ospedaliera Universitaria "G. Martino" intervistato da Insanitas poche ore prima del taglio del nastro della struttura intitolata al piccolo Nicholas Green.

 

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MESSINA. Domani (martedì) alle ore 10 sarà inaugurato il nuovo reparto di Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria G. Martino, di Messina, presso il piano 1° del padiglione E.

La nuova struttura è intitolata a Nicholas Green, in occasione del 25° anniversario della morte del piccolo, avvenuta al Policlinico di Messina a seguito delle gravi ferite riportate nella sparatoria contro l’auto sulla quale viaggiava con la famiglia, sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Dopo circa 8 mesi di lavori, svolti sotto la supervisione dell’Ufficio Tecnico e della direzione aziendale, si vara una struttura che presenta tutti i tratti di un fiore all’occhiello: umanizzazione, modernità ed una progettazione che pone la massima attenzione al contenimento delle ICA (Infezioni Correlate all’Assistenza), che, rappresentano, oggi, il banco di prova dell’organizzazione manageriale, sia per l’impatto sulla mortalità – alla luce dell’aumento di germi sempre più multiresistenti – sia per i delicati profili di spesa coinvolti nelle politiche di prescrizione antibiotica.

Il nuovo reparto realizza un obiettivo che da subito ha caratterizzato l’impegno di Giuseppe Laganga (nella foto), manager dell’azienda messinese. Insanitas lo ha intervistato.

La nuova Rianimazione coniuga innovazione e tecnologia…

«Sì. Il nuovo reparto è stato progettato con una filosofia innovativa, che prevede la realizzazione di box prefabbricati. In particolare sono stati realizzati 3 box singoli nell’area isolamento dedicati a pazienti infetti, o immunodepressi e ulteriori 7 box da due, tre e quattro posti letto. Questo approccio progettuale coniuga l’esigenza di contenere al massimo le eventuali infezioni ospedaliere e, al contempo, garantire di poter sanificare singolarmente un singolo box dopo l’utilizzo, senza interrompere l’attività del reparto. Questo grazie ad un impianto di climatizzazione che permette di isolare ciascun box per consentire la sanificazione».

Posti letto?

«La struttura si estende su una superficie di circa 800 mq, ha richiesto più o meno 8 mesi di lavoro e quota complessivamente 20 posti letto, per un costo complessivo di circa 1.100.000 euro».

Le caratteristiche tecniche?

«La struttura con cui sono realizzati i box è di tipo prefabbricato modulare, realizzata con pannelli in acciaio pellicolato antibatterico Sanisteel sigillati con guarnizioni antibatteriche. Oltre a garantire un elevato livello di sterilità, questo assicura la possibilità di smontare i singoli pannelli senza intervenire su quelli adiacenti, o sul controsoffitto permettendo gli interventi di manutenzione straordinari anche con il reparto in attività».

Umanizzazione delle cure anche in questo caso è una parola chiave…

«Sì, questo punto è fondamentale sempre per offrire all’utenza il massimo degli indicatori di qualità percepita, partendo dal presupposto che l’ospedale pubblico è al servizio dei cittadini. Perciò l’Umanizzazione delle cure e degli ambienti è un aspetto a cui tengo molto. In tal senso molta attenzione è stata dedicata anche nell’attuazione di soluzioni che migliorano il comfort e l’impatto psicologico dei familiari dei pazienti che si trovano in queste condizioni di criticità. In particolare, è stata curata la scelta dei colori degli ambienti e sono state realizzate delle pareti vetrate serigrafate con immagini floreali. È stato anche previsto un impianto di diffusione sonora che permette di selezionare audio differenti in ciascun box. Infine, nei posti di isolamento è stato installato un pc panel a bordo letto che permette ai pazienti infetti o immunodepressi di comunicare con i propri cari in conference call o di accedere a contenuti multimediali e TV».

Ovviamente un lavoro di squadra…

«Assolutamente un risultato complessivo che ha visto gli sforzi dell’ufficio tecnico, della direzione sanitaria e strategica e dei nostri medici».

La nuova Rianimazione sarà intitolata alla memoria di Nicholas Green…

«Abbiamo voluto rendere perenne una memoria che per tutti noi ha un profondo valore. Da quell’episodio tragico, infatti, è scaturito un grande esempio di coraggio e generosità ed un percorso virtuoso nel campo della donazione degli organi. Domani saranno presenti con noi i genitori di Nicholas: Maggie e Reginald Green».

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