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Polemiche sull’IMI, Giarratano: “Utile per liberare posti Covid negli altri Ospedali della Città”

29 Settembre 2020

Il parere del Pro Rettore dell’Università di Palermo e già componente del Comitato Tecnico Scientifico nominato dalla Regione Siciliana per l’emergenza Covid

 

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Sulla polemica che in questi giorni sta investendo l’IMI, destinatario di un finanziamento di 1,5 milioni per l’emergenza Covid, interviene Antonello Giarratano, Pro Rettore dell’Università di Palermo e già componente del Comitato Tecnico Scientifico nominato dalla Regione Siciliana per l’emergenza Covid. “Seguo con stupore il dibattito legato all’Istituto Materno Infantile che, com’è noto, nel mese di marzo, è stato inserito in un percorso emergenziale di recupero di aree di degenze utilizzabili in corso di pandemia Covid. Occorre sottolineare che in quel momento non era prevedibile la crescita esponenziale di casi Covid 19 e le indicazioni del Ministero e del CTS nazionale e regionale erano quelle di reperire spazi da attrezzare, anche temporaneamente, ad aree di degenza subintensive e intensive da attivare in caso di saturazione degli ospedali. La Lombardia avvia l’Ospedale in Fiera, per fare un esempio. In Sicilia si pensò di riattivare strutture sanitarie che pur non rappresentando ospedali autonomi dotati di tutte le specialità, potessero fornire, in emergenza sanitaria, adeguata assistenza. Rimanendo, terminata la emergenza, a disposizione della offerta sanitaria del territorio. Questa scelta evitò lo spreco delle risorse finanziarie impiegate in strutture da campo per definizione temporanee .

“Oggi l’IMI può offrire un contributo importantissimo all’emergenza COVID – continua Giarratano – spostando qui i pazienti di quei reparti che per la degenza non necessitano della coesistenza di altri reparti ad alta specialità. Sarà possibile così liberare, al Policlinico come al Cervello per esempio, posti letto in più da dedicare al ricovero dei pazienti Covid, mantenendo i livelli assistenziali di cura delle altre patologie di cui i cittadini anche durante il Covid soffrono. La finalità dell’IMI a supporto degenza COVID si svolgerà appieno durante questa terza fase che non è emergenziale e si potrà svolgere, ci auguriamo mai, qualora l’emergenza dovesse occupare e impegnare totalmente gli altri nostri ospedali fornendo anche in quei casi estremi ai pazienti Covid una assistenza superiore a quella ottenibile in un Campo o in una Fiera. Quindi non uno spreco ma una scelta sanitaria sensata senza spreco di risorse.”

Sempre sulla gestione dei posti letto Covid emerge da più parti, anche da alcuni dei componenti del decaduto CTS, una domanda rivolta agli uffici dell’assessorato: “Perché ospedali a media specializzazione, che potrebbero ospitare pazienti con fenotipo 2, non vengono attivati? Si potrebbero così lasciare alle strutture ospedaliere dotate di maggiore complessità solo i fenotipi 3 e 4, liberando altri posti letto che potrebbero venire utilizzati, ad esempio, nella non augurata ipotesi di un aumento dei ricoveri di pazienti Covid per i quali si rende necessaria una ventilazione polmonare o la terapia intensiva”

“Sono tante le strutture e le aziende sanitarie che hanno avuto finanziamenti, ben più corposi di quello destinato all’IMI, eppure si parla solo dell’Istituto Materno Infantile – conclude Giarratano – Purtroppo si sta andando avanti con una programmazione non condivisa dal CTS che di fatto non viene convocato dallo scorso 3 giugno”.

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