«Pochi anestesisti all’ospedale Piemonte di Messina: interventi notturni a rischio per i pazienti»

7 Luglio 2016

La denuncia di Valentina Zafarana, deputata regionale del M5S: «Per garantire le sacrosante ferie al ridottissimo personale medico, in alcuni casi si dovrà fare ricorso alla reperibilità. E ciò comporta possibili pericolosissime ricadute negative per le operazioni di urgenza».

 

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MESSINA. «Scatta la reperibilità per coprire i turni di notte di anestesia al pronto soccorso e nel blocco operatorio e diventano potenzialmente a rischio gli interventi chirurgici per i pazienti: è l’ultima tegola piovuta sull’ospedale Piemonte di Messina, dove fino al 15 luglio per assicurare la guardia di anestesia notturna si dovrà ricorrere anche alla reperibilità».

Lo denuncia la deputata grillina all’Ars, Valentina Zafarana (nella foto), aggiungendo: «Ci sono possibili pericolosissime ricadute negative per le operazioni di urgenza (pensiamo a casi di infarto, ictus o emorragie interne) che rischiano di essere fortemente compromesse, visto che si dovrà attendere l’anestesista reperibile. Il tutto per garantire le sacrosante ferie al ridottissimo personale medico del Papardo e del Piemonte. Una situazione assurda e indegna di un paese civile».

«Per mesi- aggiunge la Zafarana- abbiamo sentito i ‘salvatori’ del Piemonte blaterare che finalmente in aula era arrivata la loro fantomatica legge ‘Salva Piemonte’, e per gli stessi mesi abbiamo dimostrato, con la forza della ragione e in applicazione delle leggi dello Stato, che la legge 24 era una scatola vuota, frutto di un lavoro mediocre e superficiale, se non addirittura un raggiro. Il tempo ci dà, amaramente, ragione. L’ospedale, di fatto, sembra essere ‘chiuso per ferie’, vedendo il già esiguo numero di posti letto praticamente dimezzato, il blocco dei ricoveri d’urgenza e di osservazione breve».

«Mentre tutti i deputati messinesi- prosegue la deputata- magnificavano la soluzione dell’accorpamento con l’IRCCS come unica possibilità per la salvezza del Piemonte, in aula mi sono impegnata allo spasimo perché nella legge ci fossero paletti ferrei e ben definiti provando a fermare lo scippo che si stava compiendo in danno all’offerta sanitaria messinese Parole inascoltate anche da chi dovrebbe tutelare la sanità siciliana, l’assessore Gucciardi, che allora inneggiava all’accorpamento».

«Dove sono- chiede la Zafarana- il Pronto Soccorso ed i relativi reparti di cui si fantasticava solo perché qualcuno aveva pensato di scriverlo nella legge, senza alcuna garanzia in merito al rispetto della stessa? Dove sono le assunzioni a tempo indeterminato promesse in cambio dell’accorpamento? Quali servizi sono garantiti a distanza di quasi un anno dall’approvazione della legge? Le promesse si sono rivelate sono bugie».

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