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Pnrr Salute, nel primo step Sicilia “promossa” da Agenas

I risultati aggiornati al 30 giugno 2024 sono stati illustrati durante un convegno che si è svolto a Palermo.

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PALERMO. A due anni dal decreto ministeriale 77 “Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale”, in attuazione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, la Regione Siciliana, assieme ad Agenas e Cefpas, enti coinvolti in questa riorganizzazione, presenta i primi risultati. L’ambizione è quella di una sanità moderna che risponda alle nuove esigenze demografiche e sociali, nonchè epidemiologiche, ma soprattutto che sia accessibile a tutti, mettendo insieme le forze già esistenti sul territorio, a partire dagli enti del Terzo settore e coinvolgendo anche la sanità privata. Equità di accesso alle cure, tempestività e qualità degli interventi: sono questi gli obiettivi primari da raggiungere garantendo la sostenibilità dal punto di vista economico del SSN.

«Questa giornata la definirei partenza della sanità territoriale- ha detto l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo, aprendo l’incontro che si è tenuto presso il Camplus Guest a Palermo- Siamo a buon punto nella tabella di marcia e siamo tra i primi in Italia. Il territorio è la vera e grande risposta ad una domanda di assistenza perché gli ospedali si devono e dovranno occupare di quello che è la grande urgenza, di quello che è l’alta intensità di cura, tutto il resto deve essere fatto il più possibile in prossimità del paziente. Oggi è anche l’occasione per fare il punto su questo, oltre che sulle liste d’attesa, con i direttori generali che sono stati nominati».

È una «sfida complessiva del sistema», a detta del dirigente generale del dipartimento per la Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino: «Il tema del DM 77 serve a colmare il deficit di assistenza che ha connotato distintamente negli anni i servizi sanitari regionali, non soltanto quindi quello siciliano».

Un riequilibrio dunque dei ruoli tra ospedale e territorio ed una più adeguata attenzione alle cure graduate con il potenziamento e la riorganizzazione della rete di assistenza territoriale in una prospettiva di integrazione tra servizi ospedalieri, servizi territoriali e servizi sociali che, in clima di cooperazione, garantiscano la risposta ai bisogni di salute e la presa in carico del paziente, soprattutto della persona affetta da malattie croniche. Situazione in aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione: dal 2004 in Sicilia si registra un tasso di natalità in costante decremento.

«Il ridisegno dell’assistenza sanitaria territoriale-spiega Salvatore Requirez, dirigente generale del Dasoe- presuppone una rivoluzione, anche strutturale, nella quale l’obiettivo è contestualmente pensare ai contenuti assistenziali: individuare tutte quelle discipline, quelle specialità, in ragione della maggiore frequenza, dal punto di vista epidemiologico, dell’esposizione della popolazione in maniera da favorire criteri di accessibilità equa».

156 Case della Comunità (CdC), 43 Ospedali di Comunità (OdC), 50 Centrali Operative Territoriali (COT) costituiscono materialmente il nuovo scenario sanitario regionale. Assieme ad essi, lo sviluppo e la diffusione della telemedicina e dell’informatizzazione dei servizi con un collegamento tra i diversi livelli assistenziali, per favorire la prossimità della cura e la realizzazione dei percorsi assistenziali.

«Numerose sono le Centrali Operative Territoriali attivate in tutte le ASP e comunicate al 30 giugno 2024- comunica Antonio Fortino, direttore del dipartimento Area sanitaria Agenas- Il 100% si raggiungerà entro la fine dell’anno. Case della Comunità ne sono state attivate tre assieme ad un Ospedale di Comunità: nell’arco del prossimo anno queste attività verranno rese operative. Il completamento di tutte le strutture avverrà a metà del 2026 secondo il target del PNRR».

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con una dotazione totale di 191,5 miliardi di euro da investire tra il 2022 e il 2026, destina ben 15,6 miliardi di euro alla Missione Salute (M6). A questi fondi, si aggiungono ulteriori 2,4 miliardi di euro derivanti dal Piano Nazionale Complementare (PNC), un apposito Fondo di Bilancio, istituito dal Governo tramite il DL 59 del 6 maggio 2021, destinato a finanziare specifiche azioni che integrano e completano il PNRR.

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