plasma iperimmune

Plasmaterapia, in Sicilia via libera allo studio “Tsunami”

8 Luglio 2020

L'obiettivo è curare con il plasma dei convalescenti le persone affette da Coronavirus.

 

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PALERMO. Prende finalmente il via in Sicilia lo studio nazionale randomizzato “Tsunami” che permette di curare le persone affette da Coronavirus con il plasma dei convalescenti.

L’assessorato regionale alla Salute ha firmato il 30 giugno- dopo oltre un mese di stallo- il protocollo che permette alle strutture partecipanti di avviare la raccolta del plasma iperimmune.

«Il protocollo è stato ufficialmente trasmesso, quindi adesso possiamo partire andando a reclutare i positivi al Covid-19 che hanno sviluppato gli anticorpi specifici», spiega il professore Antonio Cascio, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico “Giaccone” di Palermo.

Nel frattempo, grazie alla formula di apertura adottata dal professore Renato Bernardini– unico componente siciliano del Comitato Scientifico dello “Tsunami Study”- rispetto a quelli previsti precedentemente hanno aderito anche altri centri trasfusionali e strutture ospedaliere siciliane, cioè il Policlinico di Palermo, Villa Sofia Cervello di Palermo, il Papardo di Messina e le Asp di Trapani, Ragusa e Caltanissetta.

«Lo studio è ufficialmente partito anche in Sicilia. Adesso bisognerà trovare la metodologia migliore per reclutare i donatori, i quali sono due tipologie: quelli che aderiscono spontaneamente e quelli che dobbiamo cercare noi sulla base delle cartelle cliniche- spiega Bernardini, direttore della Scuola di Specializzazione in Farmacologia e Tossicologia Clinica e dell’U.O. di Tossicologia Clinica del Policlinico di Catania- Con l’emotrasfusionale del Policlinico abbiamo iniziato stabilendo le modalità per la raccolta del plasma. Questo materiale sarà tenuto nei freezer fino a quando sarà possibile usarlo in caso di seconda ondata di diffusione del virus o di nuovi focolai. La procedura di raccolta del plasma è quella standard, adesso l’assessorato ci ha autorizzati a utilizzarla anche per il Covid-19».

«Questa settimana si terrà una riunione via web tra i centri trasfusionali che partecipano allo studio per coordinare questo lavoro di squadra, stabilire i criteri comuni e pianificare le attività», precisa la dottoressa Roberta Fedele, direttore dell’Unità Operativa Complessa del Centro Trasfusionale dell’ospedale “Papardo” di Messina.

Come è possibile visualizzare dalla seguente tabella saranno, infatti, i centri trasfusionali autorizzati a raccogliere il plasma (Policlinico Vittorio Emanuele e Arnas Garibaldi di Catania; Policlinico Giaccone e Villa Sofia-Cervello a Palermo; il Papardo di Messina e le Asp di Ragusa, Trapani e Caltanissetta) in modo tale da poterlo utilizzare nelle proprie strutture e fornirlo alle strutture ospedaliere partecipanti.

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