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Cimo

Dal palazzo

La nota del sindacato

Piano regionale delle liste di attesa, il Cimo: «Non resti il solito libro dei sogni»

Il sindacato dei medici: «Per i Cup serve personale competente e qualificato. E senza nuove assunzioni, altro che prestazioni aggiuntive e visite domenicali e notturne...».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «Ci risiamo, l’assessore Regionale della Salute continua ad ignorare le Organizzazioni Sindacali fidandosi solo dei suoi “esperti” e di Cittadinanzattiva, senza nemmeno ascoltare chi la Sanità non si limita a scriverla ma a farla»: lo sostiene il Cimo Sicilia, commentando l’annuncio relativo al Piano Regionale delle Liste d’Attesa.

Insanitas ha contattato l’assessorato alla Salute per una replica, se dovesse arrivare la pubblicheremo.

«Quel piano rischia di restare il solito Libro dei Sogni– aggiungono dal sindacato dei medici- Parlare di CUP Provinciale è facile, realizzarlo in maniera efficiente è un’altra cosa. I Centri per le Prenotazioni vanno gestiti da personale competente e qualificato, perché ogni giorno arrivano negli Ospedali pubblici tantissime richieste incongrue che vengono respinte o modificate in quanto non utili al paziente e non giustificabili da chi le deve eseguire. Almeno questo è quanto accade nella sanità pubblica, non sappiamo se analogamente accada nel privato».

Secondo il Cimo Sicilia «parlare di prestazioni aggiuntive senza chiarire con quali risorse queste debbano essere finanziate è del tutto privo di senso. Non è possibile immaginare che le Aziende si autofinanzino per raggiungere tale obiettivo. Almeno in quota parte la Regione dovrebbe integrare le esigue risorse economiche disponibili, altrimenti resterà soltanto una lodevole dichiarazione di intenti».

«E poi chi dovrebbe fare queste prestazioni aggiuntive e chi tenere aperti gli ambulatori nei weekend e nelle ore serali?- aggiungono dal Cimo- Se non si provvede immediatamente all’espletamento delle procedure assunzionali tanto attese e altrettanto disattese, a breve non si riuscirà a garantire nemmeno l’assistenza ordinaria, altro che prestazioni aggiuntive e visite domenicali e notturne».

Infine, il provocatorio appello del sindacato: «Se qualcuno, prima di realizzare l’ennesimo pasticcio, volesse consultare gli addetti ai lavori, offresi massima esperienza e disponibilità»

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