Resta sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram.

Clicca qui
recupero crediti ospedali progressioni economiche

Dal palazzo

Dati relativi al 2016

Piani anticorruzione, in regola solo la metà delle aziende sanitarie siciliane

Stamattina nella sede dell'assessorato regionale alla Salute è stato presentato da Transparency International Italia il progetto “Curiamo la corruzione”. Il direttore generale Ignazio Tozzo: «Di fondamentale importanza sono il ruolo delle direzioni generali, dalle quali deve partire l’input verso il controllo delle pratiche illecite all’interno delle strutture ospedaliere».

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Accesso libero alle informazioni, formazione etica. Ma anche il “Whistleblowing”, ovvero il programma di gestione delle segnalazioni di illeciti e corruzione. Sono queste alcune delle ricette presentate oggi a Palermo, nella sede dell’Assessorato regionale alla Salute, da Transparency International Italia e gli altri partner del progetto “Curiamo la corruzione” per porre un freno alla piaga della corruzione, responsabile di sprechi, disservizi e disuguaglianze in ambito sanitario con conseguenze dirette per la salute dei cittadini.

L’incontro è stato voluto proprio per presentare alle strutture sanitarie dell’Isola gli strumenti e le buone pratiche che si possono adottare per contrastare il fenomeno della corruzione e quindi migliorare il servizio offerto ai cittadini.

«In tema di corruzione la sanità resta uno dei settori più caldi, ma la Sicilia – afferma il direttore generale dell’Assessorato alla Salute Ignazio Tozzo – ha fatto passi in avanti negli ultimi anni nei campi della legalità e della trasparenza. Di fondamentale importanza sono il ruolo delle direzioni generali, dalle quali deve partire l’input verso il controllo delle pratiche illecite all’interno delle strutture ospedaliere, e la programmazione. Ecco perché abbiamo dato subito parere favorevole nel voler ospitare questo incontro”.

Il progetto “Curiamo la corruzione” è stato intrapreso da Transparency International Italia (associazione no profit che collabora anche con l’Anac) in partnership con Censis, Ispe-Sanità e RiSSC a partire dal 2015 allo scopo da un lato di aumentare la conoscenza del fenomeno in sanità e dall’altro di elaborare e poi testare degli strumenti che possano concretamente aiutare le strutture sanitarie nel loro difficile compito di prevenire e contrastare illeciti al proprio interno.

Il servizio di allerta anticorruzione di Transparency ha ricevuto nella sua piattaforma online in tutto 344 segnalazioni, di cui 57 nell’ambito della sanità. Di queste 57, 8 sono arrivate dalla Sicilia (5 da Palermo, 2 da Siracusa e 1 da Agrigento). Inoltre, l’analisi delle aziende sanitarie e del loro adempimento agli obblighi anticorruzione ha mostrato che nel 2016 solo la metà delle strutture siciliane ha redatto dei Piani anticorruzione completi, e ancora 3 strutture risultano insufficientemente inadempienti.

Secondo i dati raccolti da Transparency fino ad oggi le segnalazioni più ricorrenti hanno riguardato concorsi viziati, bandi irregolari e assenteismo con casi di presenze segnate con false timbrature.

Da fine 2015 sono state poi avviate alcune collaborazioni con diverse aziende sanitarie italiane per testare strumenti e pratiche di lotta alla corruzione. L’Asp di Siracusa rientra tra questi progetti pilota e da più di un anno collabora con Transparency International Italia per incrementare l’efficacia della propria azione anticorruzione, attraverso corsi di formazione e l’attivazione di una apposita procedura per la ricezione di segnalazioni su potenziali irregolarità e illeciti avvenuti all’interno della struttura. Da luglio 2016 sono state già ricevute 12 segnalazioni da Siracusa che sono state poi gestite dal Responsabile per la prevenzione della corruzione della struttura.

L’incontro che si è tenuto oggi è servito per prospettare anche alle altre strutture sanitarie gli strumenti e le pratiche che si sono rivelati più efficaci per contrastare la corruzione grazie all’esperienza dei progetti pilota fin qui maturata: dal whistleblowing alle procedure per garantire un’efficace accesso pubblico ai dati delle strutture, all’attività di formazione etica e sensibilizzazione alle tematiche dell’anticorruzione.

«Ci auguriamo che l’esempio dell’Asp di Siracusa sia di stimolo alle altre aziende sanitarie dell’Isola per un loro maggiore impegno sul fronte della lotta alla corruzione- spiega Davide Del Monte, direttore di Transparency International Italia- I siciliani si meritano un servizio sanitario che funzioni al meglio e solo attraverso delle azioni mirate a contrastare sprechi e inefficienze causate da episodi corruttivi e mancanza di trasparenza si può raggiungere questo obiettivo».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione




    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali

    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati