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Pazienti guariti che tornano positivi, l’esperto: “Capita, ma motivi ancora sconosciuti”

24 Aprile 2020

L'opinione del direttore dell'UOC di malattie Infettive del Policlinico Giuseppe Nunnari sul caso dei due pazienti messinesi tornati positivi

 

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–  La vicenda dei due pazienti dimessi dal Policlinico perché guariti dal Covid-19 e poi risultati nuovamente positivi, dopo essere stati ricoverati nel reparto di Neurologia dell’Ircss – Piemonte (leggi qui)  ha posto l’attenzione sulla possibilità di ripositivizzazione, un fenomeno poco frequente, ma che può accadere, come dimostrano decine di casi in tutto il mondo. Per capirne di più abbiamo contattato il professore Giuseppe Nunnari, direttore dell’UOC di malattie Infettive del Policlinico. “I pazienti in questione – ha spiegato il professore – sono stati dimessi intorno al 5 aprile scorso, dopo l’esito negativo di due tamponi e dopo aver accertato l’assenza di sintomi, secondo la procedura prevista dalle attuali linee guida”.

“Il test eseguito al Piemonte e da noi successivamente confermato – ha proseguito Nunnari – ha evidenziato  una nuova positività al Covid-19. In letteratura è riportato che una percentuale di soggetti possa, per motivi non ancora noti, ripositivizzarsi e ciò può avvenire per due motivi: o perché il virus si è riattivato o perché è stato acquisito una seconda volta”.  L’infettivologo ha sottolineato l’importanza di non dimenticare che siamo di fronte ad una epidemia insorta solo da tre mesi, i cui risvolti sono ancora poco conosciuti. “Il fenomeno che si è verificato – ha precisato – è descritto nelle pubblicazioni più recenti, ma al momento non abbiamo una spiegazione precisa. La comunità scientifica sta cercando di capire non solo quale possa essere il motivo della ripositivizzazione, ma anche di individuare marcatori clinici o biomolecolari che possano permettere di predirla. Attualmente, l’unica cosa che possiamo fare è  attenerci alle linee guida, proprio perché stiamo assistendo ad un virus nuovo, di cui non sappiamo ancora tutto”.

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