Paurosa e terribilmente lenta nel decidere, la burocrazia è l’eutanasia del sistema sanitario…

1 Maggio 2016

L'ANGOLO DI IPAZIA. Senza una vera volontà di dare una svolta alla qualità dell'assistenza, si demotiva il personale degli ospedali e si accresce il senso di sfiducia degli utenti nei confronti della Sanità pubblica.

 

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Trasferita in sanità, l’inerzia decisionale è eutanasia del sistema. Il rischio dell’eutanasia è la distruzione delle cose buone del sistema, di quelle che funzionano e di quelle che si accingono a funzionare e a cui manca la spinta determinante per la svolta.

È lo svilimento dei sacrifici e della passione di chi si è impegnato e si impegna ostinandosi a credere in un futuro migliore.

È la demotivazione del personale, la rassegnata accettazione del “ma tanto le cose vanno così e non ci possiamo fare nulla”.

È lo spreco del valore straordinario di professionisti che hanno investito nel fare il bene possibile.

È l’andamento lento dei problemi che si evitano, rinviandoli ai posteri con gli interessi.

È la metastasi delle neoplasie del sistema che trova spazio dove si lasciano i vuoti.

È la inevitabile perdita di fiducia nel servizio pubblico e nelle istituzioni che lo rappresentano perché spesso perdono di vista la Persona ma non i singoli interessi nei quali si cerca il tornaconto.

È l’incapacità di comprendere che si ha nelle mani la cura della vita dell’Uomo, dal concepimento al suo compimento.

È lo sconforto dei più deboli che già si sentono poco e che si sentiranno ancora meno.

È l’accrescersi della voragine delle disuguaglianze che ci sono -anche se non le vogliamo- e resistono.

La burocrazia e la comodità della non-decisione hanno liberato gli effetti tossici dei diritti senza doveri.

Al più, la manutenzione ordinaria. Ma anche questa non è da preferire. È un limite. È la mancata opportunità di provarci.

IPAZIA

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