Paure, dubbi e disagi: il paziente si racconta al medico e nasce così la «cartella clinica umanizzata»

3 Aprile 2016

Ideata dalla scrittrice e regista Rosalba Panzieri per migliorare la comunicazione tra malati e personale medico, il progetto è già approdato in numerosi ospedali italiani. E presto si annuncia una tappa anche in Sicilia...

 

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Paure, dubbi, disagi: i pazienti si raccontano in prima persona, mettono tutto nero su bianco. Nasce così la “cartella clinica umanizzata”, ideata da Rosalba Panzieri (nella foto), classe 1978, scrittrice e regista originaria di Rieti e romana d’adozione, con l’obiettivo principale di «contribuire ad umanizzare le terapie».

I malati scrivono le paure scatenate dalla malattia, le ansie da operazione imminente, la noia della convalescenza, e poi le speranze e le aspettative. E i medici da questi scritti aggiuntivi alla cartella clinica traggono spunto per conoscere prima e meglio le esigenze del paziente...

Il progetto, denominato “Il disegno sul cuore”, sta facendo tappa in diverse parti d’Italia e tra gli obiettivi c’è pure quello di portarlo in Sicilia.

Come nasce la Cartella clinica umanizzata?

«Tutto ha inizio nel 2011 su mia iniziativa quasi per gioco. Ho raccolto per due anni le emozioni che alcuni pazienti, anche malati terminali, hanno descritto in maniera creativa e giocosa nella propria cartella clinica, accostando sentimenti ed emocromo. I medici così riescono ad immedesimarsi nelle storie degli ammalati, poiché questi ultimi si raccontano in prima persona. Si instaura una comunicazione costruttiva. Spero un giorno di poter pubblicare un libro che raccolga tutte queste esperienze di vita».

 “Il disegno sul cuore”: un nome particolarmente intrigante…

«Mi sono rifatta alle esperienze di molte persone che portano cicatrici indelebili sul proprio corpo, specialmente vicino al muscolo aortico. Un segno che permane nel tempo e che può offrire l’occasione di crescita e di aiuto per se stessi e per gli altri. La sofferenza viene identificata come parte di un disegno, un percorso necessario di vita. Qualsiasi malattia, qualsiasi dispiacere, tristezza o gioia interessa il cuore».

Difficoltà nella realizzazione di un progetto simile?

«Ho dovuto affrontare l’indifferenza e addirittura l’ignoranza sull’argomento. Spesso i pazienti sono condizionati dalla società, dall’ambiente familiare. L’unico momento per parlare liberamente con loro, era la notte, quando si liberano dagli schemi convenzionali. Nelle corsie dell’ ospedale non si incontrano solo sintomi o malattie, ma pazienti con sentimenti, speranze e sogni».

Avete ricevuto un sostegno economico?

«No, tutto ciò è solo frutto della mia tenacia e di persone che mi hanno sostenuta. Ho fatto tutto in maniera gratuita. Solo recentemente la mia associazione “Il disegno sul cuore onlus” ha avviato un raccolta fondi. Sto pensando di accedere attraverso alcuni progetti ai fondi stanziati dall’Unione Europea».

Intanto continua il tour per l’Italia. Tappa in Sicilia?

«Il progetto è approdato nelle corsie di numerosi ospedali italiani, a partire dal Dipartimento Cardiovascolare del San Filippo Neri di Roma. La svolta è arrivata quando l’Azienda Ospedaliera «Ospedali Riuniti di Foggia» ha fatto propria la tecnica di sensibilizzazione rivolta soprattutto a medici e addetti sanitari. Inoltre siamo all’interno del circuito dell’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani, grazie anche alla dedizione e all’impegno del presidente Paolo Petralia, direttore generale dell’ospedale “Gaslini” di Genova. Certamente mi piacerebbe portare il progetto anche in Sicilia. Ci sto lavorando….».

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