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L'evento

Patologie infettive, gli esperti: «Fondamentale la diagnostica innovativa»

A Giardini Naxos il XIII Congresso Regionale della Simit. Durante la prima giornata, a tenere banco tra gli infettivologi c'è stato immancabilmente il Sars-Cov-2, ma non solo. 

Tempo di lettura: 4 minuti

È partito stamattina il XIII Congresso Regionale della “Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali” (SIMIT) che si terrà anche domani, sabato 8 ottobre, all’RG Naxos Hotel di Giardini Naxos (ME). Durante la prima giornata, a tenere banco tra gli infettivologi c’è stato immancabilmente il Sars-Cov-2, ma non solo (CLICCA QUI per le interviste video).

«Questo congresso regionale della Simit si pone diversi obiettivi nuovi, nati dalla pandemia di Covid-19 che purtroppo ancora non è terminata, anche se finalmente forse riusciremo a riaprire buona parte dei reparti di Malattie Infettive No-Covid a Catania e Palermo, quindi, ritornerà una maggiore attenzione alle patologie emergenti come il Monkeypox, che sta imperversando, ma anche a tutte le altre malattie infettive tipo tubercolosi, HIV, infezioni ospedaliere- spiega Giuseppe Nunnari, Responsabile Scientifico dell’evento e direttore del reparto di “Malattie Infettive” del Policlinico “G.Martino” di Messina- Stiamo attenzionando le novità in merito al contrasto della pandemia, ma anche i nuovi farmaci per virus, batteri e funghi. Abbiamo parlato anche dell’importanza di una diagnostica innovativa, infatti, con il Covid abbiamo visto che con una diagnostica tempestiva ed efficace riesce a darci un’arma in mano per monitorare lo stato delle varie malattie infettive nella nostra regione, in questo caso. La diagnostica deve essere sempre attenta alle nuove patologie infettive emergenti, sperando che intanto possano nascere delle strutture congiunte per gestire le prossime pandemie in maniera organizzata e, quindi, adeguata».

Andamento della curva epidemiologica
Per molti esperti, la curva epidemiologica tornerà presto a salire, come ha precisato Giuseppe Liberti, Commissario per l’Emergenza Covid di Catania: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità, qualche settimana fa, ha dichiarato che siamo fuori dalla pandemia, ma qualche esperto ha invece affermato che appena sarebbero riprese le attività al chiuso, come le scuole, ci sarebbe stato un aumento della curva epidemiologica, e poiché ci allontaniamo dall’ultima somministrazione di vaccino per la popolazione generale il virus riprenderà a correre. I dati di questi giorni ci dicono che gli esperti avevano ragione, perché il virus ha ripreso a circolare in alcune regioni in cui l’incidenza è di 500 contagiati per ogni 100 mila abitanti. In Sicilia siamo attorno ai 190 per 100 mila abitanti e si tratta di un dato di cui dobbiamo tenere conto. Il fatto che le somministrazioni della quarta e della quinta dose per gli ultra fragili vada così a rilento non ci aiuta».

Le terapie
Da quando il Sars- Cov-2 ha deciso di stravolgere le nostre vite tante, nuove terapie sono nate per contrastarlo: «Ormai abbiamo a disposizione diverse armi cioè gli antivirali diretti e abbiamo ancora efficienti alcuni anticorpi monoclonali, quindi, adesso è molto più facile curare tempestivamente le persone fragili o in età avanzata. Questo è uno dei motivi per cui si è abbassata la mortalità in Italia- ha precisato Giovanni Mazzola, direttore del reparto di “Malattie Infettive” dell’Ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta- Gli anticorpi monoclonali vengono ancora utilizzati, non tutti perché alcuni sono inefficaci con determinate varianti. Gli antivirali, invece, sono efficaci con tutte le varianti e riducono la progressione verso la malattia grave, l’ospedalizzazione e la morte nell’80% dei casi. Per il paziente in ventilazione meccanica con insufficienza respiratoria grave, si utilizzano dei farmaci che sono potenti antinfiammatori come il cortisone, ma anche altri farmaci biologici come Tocilizumab o Baricitinib».

Antropozoonosi emergenti e nuove terapie antibiotiche
Le malattie che passano dagli animali all’uomo sono sempre più frequenti, ma perché ciò succede? «Le antropozoonosi emergenti sono sempre più temibili vedi Covid, West Nile ma anche il Vaiolo delle Scimmie- chiarisce Antonio Cascio, direttore del reparto di “Malattie Infettive” del Policlinico “Giaccone” di Palermo- Tutto ciò deriva da tanti fattori tra cui i cambiamenti climatici e gli interventi dell’uomo che va a costruire città in zone prima occupate da alberi, altera la normale geografia di un’area comportando lo spostamento degli animali in un’altra zona più vicina agli uomini. Anche costruire dighe può comportare che zanzare attecchiscano in luoghi in cui prima non c’erano. Senza contare lo stretto contatto tra gli animali come avviene nel mercato in Wuhan. Queste sono tutte attività dell’uomo che di fatto, in maniera naturale, favoriscono lo sviluppo dei virus».

C’è una novità positiva, però, che si attendeva da tempo nella lotta all’antibiotico resistenza: «Fortunatamente oggi abbiamo nuove molecole ad attività antibatterica, si tratta di un evento atteso perché 5 anni fa non avremmo avuto molto da dire. Adesso, invece, abbiamo farmaci che sono attivi contro alcuni dei batteri più importanti e difficili da trattare- ha riferito Carmelo Iacobello, direttore del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania- Ovviamente rimane sempre fondamentale la possibilità di associare molecole per migliorare l’outcome dei pazienti sia in termini di ospedalizzazione sia in termini di mortalità».

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