Dal palazzo

La nota del DASOE

Patologie da calore nei luoghi di lavoro, ecco come prevenirle

Il vademecum redatto dopo la riunione del “Comitato Regionale di Coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro".

Tempo di lettura: 7 minuti

PALERMO. In  seguito alla riunione del “Comitato Regionale di Coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro” che si è svolta nell’Assessorato Regionale della Salute, è stato approvato il documento “Indicazioni per la prevenzione delle patologie da calore nei luoghi di lavoro” di cui Insanitas ha avuto visione.

Il documento è stato trasmesso a tutti gli assessorati regionali, all’Inail e all’Inps, all’Ispettorato regionale del lavoro, ai vigili del fuoco, alle Asp, agli uffici delle dogane e di frontiera, all’Anci e all’Unione delle province, all’Arpa, alle Autorità portuali e alle direzioni aeroportuali, alle segreterie regionali dei sindacati, a Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Confagricoltura e agli ordini professionali.

«È importante che ci si attenga rigorosamente alle indicazioni fornit – dice l’assessore Giovanna Volo – perché, oltre alle patologie che possono essere causate dalle alte temperature, c’è anche il rischio del calo di attenzione che può portare a più infortuni. Stiamo vivendo un’estate di calura intensa e tutto lascia presagire che anche le prossime settimane saranno così. Per questo abbiamo diffuso le linee guida a tutte le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, invitandole ad adottare e rispettare le linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dai rischi».

Il dirigente generale del Dasoe, Salvatore Requirez (nella foto), sottolinea: «Il benessere fisico dei lavoratori di ogni livello deve essere oggetto di attenzione privilegiata in qualsiasi ambiente di lavoro non solo per rimanere aderenti alle disposizioni del Testo unico sulla sicurezza, ma anche e soprattutto per prevenire disturbi che giornate di caldo anomalo possono provocare soprattutto a chi è predisposto o esposto a fattori di rischio o patologie cronico- degenerative».

1. LAVORATORI A RISCHIO

Tutti i lavoratori che svolgono attività all’aperto, in orari di lavoro che spesso comprendono le ore più calde della giornata ad elevato rischio di stress termico (13-16).
I settori più esposti sono: Agricoltura (comprese serre e trasformazione/spedizione prodotti agricoli), silvicoltura e pesca, Costruzioni, Elettricità, gas e acqua, Industrie all’aperto, Trasporti

2. PATOLOGIE LEGATE ALLE ALTE TEMPERATURE

CRAMPI DA CALORE
Sono dolori muscolari causati dalla perdita di sali e liquidi corporei durante la sudorazione.
Cosa fare: I lavoratori con crampi da calore dovrebbero interrompere l’attività e reintegrare i sali minerali persi consumando integratori salini ed eventualmente essere reidratati con una soluzione fisiologica per via orale o endovenosa. È utile massaggiare i muscoli colpiti dal crampo per ridurre il dolore. Se dopo un’ora di riposo il dolore non passa, contattare il medico competente.

DERMATITE DA SUDORE
È il problema più comune negli ambienti di lavoro caldi. È causata dalla macerazione cutanea indotta dalla eccessiva presenza di sudore. La pelle si presenta arrossata, pruriginosa e ricoperta da piccole vescicole. L’eruzione cutanea può comparire sul collo, sulla parte superiore del torace, sull’inguine, sotto il seno e sulle pieghe del gomito.
Cosa fare: Il miglior trattamento consiste nello spostarsi in un ambiente di lavoro più fresco e meno umido. L’area dell’eruzione cutanea deve essere mantenuta asciutta. Eventualmente può essere applicato del talco sull’area colpita per diminuire il fastidio e consigliare l’invio al medico curante per una eventuale terapia farmacologica.

SQUILIBRI IDROSALINI
Conseguenti a profuse perdite idriche, in genere dovute a sudorazione e a iperventilazione, in assenza di adeguato reintegro di acqua. Successivamente si instaura un deficit sodico dovuto ad inadeguato ripristino del sodio perso con il sudore. I segni e sintomi della disidratazione sono riportati in Tabella1.
Cosa fare: Stimolare subito il lavoratore a bere in abbondanza. In caso di forte sudorazione, reintrodurre insieme ai liquidi anche i sali minerali persi con uno snack e/o integratori. Se i sintomi non migliorano contattare il medico competente e in caso di sintomi gravi allertare il 118.

SINCOPE DOVUTA A CALORE
Consegue ad un’eccessiva vasodilatazione, con stasi venosa periferica, ipotensione e insufficiente flusso sanguigno cerebrale, e si manifesta con una perdita di coscienza preceduta da pallore, stordimento e vertigini. Può esserci ipertermia fino a 39°C, ma senza abolizione della sudorazione né agitazione motoria.
Cosa fare: In caso di collasso da calore la cosa migliore è chieder l’intervento di un medico, nel frattempo è bene porre l’infortunato in posizione antishock (sdraiato supino sollevandogli le gambe), coprirlo e vigilare costantemente le funzioni vitali.

ESAURIMENTO o STRESS DA CALORE
È caratterizzato da un esaurimento della capacità di adattamento (del cuore e del sistema termoregolatorio), specie in soggetti non acclimatati sottoposti a sforzi fisici intensi.
Cosa fare: Far spostare il lavoratore in un luogo fresco e, se non è presente nausea, incoraggiarlo a bere acqua fresca con sorsi brevi ma frequenti, ad alleggerire l’abbigliamento e a raffreddare con acqua fredda testa, collo, viso e arti. I lavoratori con segni o sintomi di esaurimento da calore dovrebbero essere portati all’osservazione del medico o al pronto soccorso per la valutazione e il trattamento. Se i sintomi peggiorano, deve essere allertato il 118. Qualcuno deve sempre rimanere con il lavoratore fino all’arrivo dei soccorsi.

Tabella 1. Segni e sintomi delle patologie dovute al caldo

Fonti: American Family Physician June 1, 2002; Linee di indirizzo per la prevenzione effetti ondate di calore del Ministero della Salute

 

COLPO DI CALORE.

Si verifica se lo stress da calore non è trattato tempestivamente, quando il centro di termoregolazione dell’organismo è gravemente compromesso dall’esposizione al caldo e la temperatura corporea sale a livelli critici (superiori a 40°C). Si tratta di un’emergenza medica che può provocare danni agli organi interni e nei casi più gravi la morte. I segni e sintomi del colpo di calore sono riportati in Tabella 1.

Cosa fare: Se un lavoratore mostra i segni di un possibile colpo di calore, è necessario chiamare immediatamente il 118. Fino all’arrivo dei soccorsi è importante spostare il lavoratore in un’area fresca e ombreggiata e rimuovere quanti più indumenti possibile, bagnare il lavoratore con acqua fresca, o applicare asciugamani imbevuti d’acqua fresca su testa, collo, viso e arti e far circolare l’aria per accelerare il raffreddamento.

3. FATTORI DI RISCHIO CHE CONTRIBUISCONO ALL’INSORGENZA DELLE PATOLOGIE DA CALORE

  • alte temperature;

  • alta umidità dell’aria;

  • basso consumo di liquidi;

  • esposizione diretta al sole e ad alte temperature;

  • intensa attività fisica;

  • condizioni individuali di suscettibilità al caldo;

  • assenza di aria ventilata;

  • utilizzo di indumenti pesanti e dispositivi di protezione.

4. INDICAZIONI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEI LAVORATORI

  • INDICAZIONI PER IL DATORE DI LAVORO

  • consultare il bollettino di previsione di allarme (CLICCA QUI).

  • identificare i pericoli e valutare i rischi;

  • informare e formare i lavoratori sui rischi legati al caldo;

  • programmare il lavoro fisico più pesante nelle ore più fresche, compatibilmente con le esigenze organizzative e produttive;

  • rendere prioritaria la riduzione dell’attività lavorativa nelle ore più calde (dalle 13.00 alle 16.00);

  • garantire acqua fresca in diverse postazioni sul luogo di lavoro;

  • qualora possibile, organizzare il lavoro in modo da minimizzare l’esposizione individuale al sole;

  • ove possibile mettere a disposizione dei lavoratori luoghi climatizzati per trascorrere le pause;

  • aumentare il numero delle pause di recupero;

  • mettere a disposizione DPI idonei per la stagione estiva; fare indossare dei copricapi e indumenti protettivi leggeri, di colore chiaro e in tessuto traspirante;

  • prevedere un programma di turnazione per limitare l’esposizione al calore dei lavoratori;

  • ridurre il ritmo del lavoro anche con l’utilizzo di ausili meccanici;

  • predisporre, qualora fungibili, una rotazione dei lavoratori sulle mansioni più gravose;

  • evitare di lasciare lavoratori isolati e garantire una sorveglianza reciproca.

I lavoratori seguono le indicazioni del datore di lavoro attenendosi in particolare a:

  • bere almeno 1 litro di acqua/ora (un bicchiere d’acqua ogni 15 minuti) per una corretta idratazione;

  • fare pause brevi, ma frequenti in luoghi ombreggiati;

  • rinfrescarsi periodicamente bagnandosi con acqua fresca;

  • lavorare in gruppo in momenti della giornata caratterizzati da temperature elevate.

 

Per ulteriori approfondimenti si possono consultare i seguenti siti:

  • Ministero delle Salute “Estate sicura – Caldo e Lavoro. Guida breve per i lavoratori”.

https://www.salute.gov.it/portale/caldo/dettaglioOpuscoliCaldo.jsp?lingua=italiano&id=344

  • INAIL “Decalogo per la Prevenzione delle Patologie da calore nei luoghi di lavoro – informativa per i datori di lavoro.” Progetto Workclimate

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