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ASP e Ospedali

La nota dei sindacati

«Paralisi amministrativa a Villa Sofia-Cervello»: al via lo stato di agitazione

La Federazione Cimo-Fesmed denuncia «gravi criticità che ormai da troppo tempo attanagliano l’Azienda ospedaliera palermitana».

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO La proclamazione dello stato di agitazione e «nel persistere di assenza di riscontri positivi», ulteriori iniziative da intraprendere anche in sede giudiziale a tutela e nell’interesse dei propri rappresentati”. Scoppia la protesta a Villa Sofia-Cervello, dove la Federazione Cimo-Fesmed ha scritto alla Direzione Aziendale e, per conoscenza, al Presidente della Regione e al Direttore del Dipartimento per la Pianificazione Strategica, per rappresentare «le gravi criticità che ormai da troppo tempo attanagliano l’Azienda ospedaliera che è in preda ad una vera e propria paralisi amministrativa». Insanitas ha contattato Villa Sofia-Cervello per un replica, se dovesse arrivare sarà pubblicata.

I sindacati sottolineano: «Se, da oltre un anno a questa parte, l’Azienda è stata pronta ed efficace nella risposta al contenimento della pandemia da Covid 19, non si può più sottacere che l’ordinaria amministrazione da lacunosa si è progressivamente trasformata in assente. C’è un elenco interminabile di Unità Operative Complesse senza Primario (Cardiologia, Neurologia, Neurochirurgia, Chirurgia Generale e Oncologica, Oncoematologia, Farmacia, Patologia Clinica, Microbiologia e Virologia, Neonatologia, Oculistica), alcune da diversi anni, senza che siano state ancora avviate le procedure selettive per l’affidamento dei relativi incarichi».

«Ma anche in presenza di procedure selettive già espletate non si procede all’affidamento dell’incarico di direzione di UOC: è il caso della Gastroenterologia dell’Ospedale Cervello che attende da oltre un anno che venga individuato il vincitore e che si proceda al suo insediamento. Tutti i dirigenti medici e sanitari attendono da anni di avere affidato l’incarico dirigenziale previsto dal CCNL ma non è ancora stato esitato nemmeno il relativo Regolamento e quindi Unità Operative strategiche rimangono senza una guida formale (Chirurgia Maxillo-Facciale e Chirurgia Vascolare solo per fare un esempio)».

«Protestano, a buon diritto, i dirigenti medici che attendono che venga loro corrisposto l’aumento dell’indennità di esclusività al compimento dei 5 o dei 15 anni di anzianità; alcuni aspettano dal 2018, altri dal 2019. Ritardi inaccettabili».

«Protestano ancora i dipendenti precari in attesa della agognata stabilizzazione di cui si attende come un miraggio l’adozione della delibera e l’avviso di ricognizione interna; ma a quanto pare è impresa titanica. Protestano i dipendenti che ancora aspettano i cosiddetti “incentivi Covid” dei quali, pur sapendo che si tratta di ben poca cosa, nessuno ha ancora visto un euro bucato. Protestano i dirigenti medici che hanno scoperto, grazie all’azione di Cimo-Fesmed, di non aver ricevuto una quota di retribuzione di Posizione a partire dal 2010; anche in questo caso la direzione aziendale tace».

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