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ASP e Ospedali

La richiesta all'assessorato

Papardo, i sindacati: «Nasca la struttura complessa delle professioni sanitarie»

Lo sollecitano Nursind, Fp Cgil e Nursing Up in una nota indirizzata all'assessorato regionale alla Salute e al dipartimento. La richiesta arriva mentre l'azienda ospedaliera messinese sta provvedendo alla stesura del nuovo atto aziendale.

Tempo di lettura: 2 minuti

MESSINA. Istituire la struttura complessa delle professioni sanitarie all’ospedale Papardo di Messina, per migliorare l’organizzazione del personale, garantire maggiore autonomia e offrire adeguati livelli di assistenza.

È quanto chiedono i sindacati Nursind, Fp Cgil e Nursing Up in una nota indirizzata all’assessorato regionale alla Salute e al dipartimento.

La richiesta arriva mentre l’azienda ospedaliera Papardo sta provvedendo alla stesura del nuovo atto aziendale, propedeutico per l’organizzazione dell’azienda stessa.

«La struttura delle professioni sanitarie- spiegano i sindacati- deve essere complessa perché tale è la caratura della struttura se consideriamo che da essa, a cascata, ne deriva la responsabilità della gestione d’assistenza infermieristica ed ostetrica, l’erogazione di adeguati livelli d’assistenza in relazione alle funzioni previste dalla programmazione aziendale, lo sviluppo dei processi assistenziali e l’integrazione multiprofessionale».

Il fronte sindacale rappresentato da Antonino Trino, Ivan Alonge, Biagio Proto, Filippo Barbaro e Salvatore Cernuto ricorda inoltre che nella struttura si gestiscono 661 dipendenti del comparto sul totale di 1.263 dipendenti aziendali.

Dai sindacati aggiungono: «In termini di costi, mantenere due strutture semplici in una azienda in piano di efficientamento, con un deficit di circa 30 milioni di euro e con un numero di personale nettamente inferiore ad altre strutture regionali, appare una evidente discrasia assolutamente antieconomica».

E concludono: «Che una struttura semplice vada a gestire la sola parte tecnica sanitaria che consta di circa 50-60 dipendenti diventa molto discutibile e appare come se fosse “cucita” ad personam. Cosa diversa se la si volesse pensare all’interno di una struttura complessa delle professioni sanitarie”.

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