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“Panni al posto delle mascherine”, ecco cosa è successo con la gara Consip

18 Marzo 2020

Un richiamo generico a "mascherine chirurgiche" nel lotto n. 6 della gara Consip, così sono arrivati i "panni" denunciati da Musumeci. E ne potrebbero arrivare ancora ...

 

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Aggiornamento del 27 marzo 2020: L’azienda Biocrea Società Agricola precisa che nessuna delle mascherine menzionate sono state fornite dalla Scrivente Società, in quanto la Ns aggiudicazione è del 12/03/2020 e la firma del Contratto di Fornitura del 15/03/2020 (come di fato dimostrato dall’analisi dei documenti spediti dall’azienda alla nostra redazione) con primi lotti ad oggi ancora in corso di spedizione dalla Ns Fabbrica di fiducia in China.

 

“Panni, panni per la polvere al posto delle mascherine” l’ira del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci si è manifestata questa mattina in diretta TV su La7, nel corso del programma “L’aria che tira”. Ma cosa è successo? cosa non ha funzionato nella catena di acquisto e distribuzione centralizzata di DPI decisa dal Governo.

Nella procedura negoziata d’urgenza, bandita dalla Consip lo scorso 9 marzo per la fornitura di “Dispositivi di protezione individuale e apparecchiature elettromedicali, dispositivi e servizi connessi, destinati all’emergenza sanitaria” c’era un lotto specifico, il n. 6, che riguardava le mascherine chirurgiche. In particolare questo lotto prevedeva la fornitura di 24.314.550 “mascherine chirurgiche”, con un a base d’asta di 15.804.457 euro. Il capitolato tecnico della gara bandita lo scorso 9 marzo si limitava a riportare la seguente descrizione: “mascherine chirurgiche ad alto potere filtrante e resistente agli schizzi, almeno 3 strati, con elastici o lacci”. Ad aggiudicarsi il lotto sono state le aziende Biocrea Società Agricola, Betatex SpA, Benefis srl e ICR SPA.

Ma come (e perchè) si è arrivati alla fornitura di quelli che il presidente Musumeci ha definito “panni” al posto delle mascherine? Rispondere a questa domanda non ha un valore semplicemente simbolico. Se da un canto la fornitura relativa alla gara bandita lo scorso 9 marzo è già stata fatta (con il tipo di “mascherina” che ha suscitato l’ira del presidente della Regione Siciliana, di medici, infermieri e personale tecnico sanitario), c’è una seconda fornitura in corso, bandita ieri, 17 marzo, che (essendo di fatto una proroga della gara precedente) ricalca in tutto e per tutto il contenuto della gara del 9 marzo, con il rischio concreto che al prossimo giro saremo nuovamente di fronte ad una maxi fornitura di “panni aspirapolvere” al posto di mascherine chirurgiche.

Per restringere il campo rispetto al tipo di mascherina corrispondente alla fornitura richiesta con il lotto n. 6 sarebbe bastato aggiungere alcune piccole indicazioni, come ad esempio il tipo: II o IIR previsto dalla normativa europea in materia (DIN EN 14683). Vale la pena ancora ricordare che l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di indossare le mascherina chirurgiche per evitare di diffondere il virus. Sono quindi indicate per i pazienti positivi e per i soggetti potenzialmente positivi al virus, non certo per il personale medico e sanitario.

I dpi indicati per medici, infermieri, tecnici sanitari sono invece i c.d. “respiratori” e, per completezza di informazione, occorre dire che la gara del 9 marzo (e quindi anche la proroga del 17 marzo) prevedeva altri due lotti per la fornitura di questo tipo di dispositivi. In particolare Il lotto n. 7 per la fornitura di 5.056.257 Mascherine FFP2, importo a base d’asta 25.281.285,00 Euro. Ad aggiudicarsi questo lotto le aziende Dispositivi di Protezione Individuale DPI Srl, Homeland Defsec Bv, ICR Srl, IDS Srl – Unicorn Elettrics e Winner. Il lotto n. 8 per la fornitura di 5.728.949 Mascherine FFP3. 34.373.694,00 Euro. Aggiudicatrice IDS srl.

Salta agli occhi come, sia per le FFP2 che per le FFP3, il bando pubblicato dalla Consip ha previsto una fornitura molto più limitata (poco più di un quinto della quantità richiesta per il lotto n. 6) con la conseguenza che lo stock si è esaurito molto prima di valicare lo stretto di Messina, così per per gli ospedali siciliani è arrivato quel che è rimasto: “i panni per la polvere” come li ha ribattezzati Musumeci.

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