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Il reportage video

Palestre chiuse, ecco come si fa sport ai tempi del Coronavirus

Il reportage video di Insanitas a Palermo con interviste ai titolari di centri fitness e ad alcuni cittadini che rimediano facendo attività fisica all'aria aperta.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Come il Covid sta cambiando le abitudini degli sportivi? E se le palestre oggi fossero aperte, quanti continuerebbero a frequentarle? In un momento come quello che stiamo vivendo, queste domande sembrano essere inevitabili, specialmente se è condivisa l’idea che lo sport è un mezzo per stare bene non solo fisicamente, ma anche psicologicamente.

Bisogna fare i conti con la realtà di fatto. Se da una parte i centri di fitness e di allenamento restano chiusi, con danni non indifferenti per il settore, dall’altra parchi e spazi all’aperto, specialmente nelle belle giornate, si riempiono di sportivi e non solo. C’è anche chi solo adesso ha deciso di cimentarsi in lunghe camminate, proprio per la sedentarietà post-lockdown.

Insanitas ha raccolto le opinioni del palermitani che, ai tempi del Covid, non rinunciano allo sport. Nei prossimi giorni pubblicheremo un altro articolo con il parere di un medico, mentre ora abbiamo sentito anche le riflessioni dei titolari di palestre.

Quest’ultimi non esitano ad esternare la propria amarezza.  «La situazione è catastrofica» , precisa Salvatore Lo Biundo. Lui, oltre ad essere titolare di una palestra in via dei Leoni, è anche presidente di un ente di promozione sportiva (Msp Palermo).

«Siamo in ginocchio- aggiunge- Abbiamo bisogno di sostegno e di un supporto concreto per risollevarci: il nostro settore deve fare i conti con un grande danno economico. Lo sport è una necessità: per molti il non potere fare fitness in palestra sta certamente avendo ripercussioni psicologiche non indifferenti. Le palestre con le giuste precauzioni sono un luogo sicuro».

Altresì, allo stato attuale, i centri di allenamento sportivo in grado di garantire, all’interno dei propri spazi, percorsi singoli e personalizzati stanno facendo i conti con la chiusura generale. «Non è stata mai fatta una differenziazione dei vari centri sportivi», precisa Valentina Marchese, personal trainer e titolare di un centro, specializzato oltre nell’allenamento sportivo, anche nel settore della ginnastica posturale, preventiva, individuale.

«I nostri utenti stanno soffrendo molto la chiusura: ci chiamano per avere indicazioni e suggerimenti. Noi abbiamo cercato di supportarli attraverso le lezioni online, ma preferirebbero di gran lunga ritornare a fare attività all’interno del centro».

Il desiderio di mantenersi in forma, tuttavia, non viene meno. E c’è chi, non volendo assolutamente rinunciare all’attività fisica, si riversa nelle aree all’aperto.

«Oggi sono qui perché approfitto della bella giornata- afferma un signore-  Se le palestre fossero aperte, farei l’uno e l’altro».

«In questo momento- puntualizza un uomo dal passo spedito- meglio fare sport all’aperto. Avrei paura ad andare in palestra».

«Il Covid- ci dice una sportiva- ha spinto molti a riscoprire il valore dell’attività fisica. Meglio correre all’aria aperta, piuttosto che stare al cellulare».

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