Palermo, il poliambulatorio di Emergency da 6 mesi senza ricettario: emergenza salute per migliaia di migranti e indigenti

14 Marzo 2016

L’assistenza sanitaria del centro è paralizzata da un cavillo burocratico. Ad ottobre l’assessorato annunciava una «pronta soluzione», ma da allora è calato il silenzio.

 

di

PALERMO. Rimane ancora senza soluzione la vertenza che dal settembre 2015 è in corso fra la Regione e il Poliambulatorio palermitano di Emergency.

Sei mesi fa la Direzione generale dell’azienda sanitaria provinciale di Palermo ha revocato l’utilizzo del ricettario regionale al poliambulatorio, in quanto nel decreto regionale che individua gli enti che possono utilizzare il ricettario non figurano realtà assimilabili ad Emergency.

Così sono stati lasciati di fatto senza farmaci e visite specialistiche i migranti e gli indigenti palermitani che ogni giorno si recavano, e continuano a recarsi, nella struttura di Via La Loggia.

L’assessore regionale Baldo Gucciardi in un commento rilasciato al giornale “Repubblica” lo scorso 1 ottobre dichiarava: «La collaborazione con Emergency è fondamentale e non intendiamo rinunciarci. Stiamo studiando le carte, prendendo come riferimento anche l’esperienza di altre regioni. Contiamo di risolvere al più presto».

Da allora sono passati inutilmente quasi 6 mesi: la situazione sembra allo stallo. Così una rete di 20 associazioni sono scese in campo per difendere il centro.

«La sospensione di questo servizio – si legge in un’accorata lettera inviata alle istituzioni – priva dell’accesso alle cure mediche a migliaia di persone, migranti ed indigenti di Palermo e delle province limitrofe».

Dal 2006 al settembre del 2015 il poliambulatorio ha assistito 14.000 pazienti ed ha erogato più di 90 mila prestazioni. «Un servizio- si legge ancora nella nota- capace di rispondere ai reali bisogni, senza sovrapporsi ad altri servizi, sia pubblici che privati. Alla luce di questa esperienza decennale sul territorio possiamo affermare che il valore aggiunto di questa presenza è stata la mediazione socio-culturale e l’orientamento socio-sanitario che costituiscono attività portanti del poliambulatorio».

Visto che in questi mesi non si è arrivati a nessun accordo per la risoluzione del problema, le associazioni annunciano battaglia: «Vogliamo renderci partecipi nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso momenti pubblici insieme ai pazienti e ad altre realtà presenti sul territorio».

«Ci auguriamo- concludono le 20 associazioni, guidata dai Missionari Laici Comboniani- che il Poliambulatorio possa riprendere in breve tempo le sue specifiche attività con il rientro della revoca del ricettario regionale da parte della Direzione Generale dell’Asp».

Dalla Direzione generale dell’Asp si ribadisce l’assoluta disponibilità, ma viene precisato come sia prerogativa della Regione stipulare una convenzione con Emergency. Come del resto avviene in altre realtà come il Veneto.

Insomma, sarebbe bastato andare a spulciare questa (o altre) convenzioni per venire a capo di un cavillo burocratico che lascia senza assistenza sanitaria gli “ultimi”, i “dimenticati”.

Che ci sia qualcos’altro oltre ad una evidente negligenza? 20 associazioni ora sono sul piede di guerra per vederci chiaro.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV