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Ostetricia e Ginecologia del Civico, da febbraio al via un ambulatorio per le precesarizzate

18 Gennaio 2019

Sarà aperto ogni venerdì. Ad annunciarlo è Luigi Alio, direttore del Reparto.

 

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PALERMO. Se in passato a un parto cesareo doveva necessariamente seguirne un altro, oggi è possibile optare anche per un parto naturale. Nonostante i rischi di complicanze siano bassi e buona parte delle donne che hanno subito un cesareo può chiedere di dare alla luce il proprio bambino in modo naturale, tra i fattori determinanti la scelta personale ci sono l’esperienza della struttura sanitaria di riferimento e del suo staff ostetrico-ginecologico.

Il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Civico di Palermo ha raggiunto il gold standard, fissato dall’OMS al 10-15%, di parti cesarei raccomandati.

«Sono numerosissime le gravide precesarizzate che da tutta la Sicilia e persino alla Calabria si rivolgono al nostro ambulatorio di gravidanze a termine per partorire nuovamente, ma in modo spontaneo», spiega il professor Luigi Alio (nella foto), direttore del reparto.

La necessità di aprire un ambulatorio dedicato è sembrata necessaria «affinché tutte le gravide precesarizzate- continua Alio- sappiano di potersi rivolgere al nostro reparto».

L’ambulatorio sarà aperto a partire da febbraio ogni venerdì e si avvarrà di tutto lo staff sanitario del reparto. Le partorienti che hanno subito in passato un taglio cesareo potranno rivolgersi all’ambulatorio dalla trentaseiesima settimana di gravidanza vagliando, insieme ai ginecologi e alle ostetriche del Civico, la soluzione migliore per sé e il proprio bambino.

«Nell’ultimo mese possiamo renderci conto se siamo in presenza dei parametri che consentano un parto naturale- sottolinea Alio- Successivamente seguiremo le gravide fino al momento della nascita, con una cartella già pronta e con un prericovero: le pazienti saranno provviste di tutto il necessario. Le partorienti saranno debitamente informate su indicazioni e controindicazioni e, se lo riterranno opportuno, potranno uscire dal progetto optando a quel punto per un parto cesareo e usufruendo della consulenza dello staff».

Come per le nullipare, pure per le precesarizzate valgono gli stessi parametri che permettono di ricorrere a un parto spontaneo: «Per esempio se una donna- spiega Alio- che non ha mai partorito o ha avuto parti spontanei, presenta una placenta previa o il bambino in posizione sbagliata necessita di un cesareo, allo stesso modo, se non ci sono controindicazioni, una gravida precesarizzata ha tutti i diritti di partorire naturalmente. Ricorrere a un parto naturale piuttosto che a un parto cesareo, infatti, permette di ridurre di 1/3 sia la mortalità che la morbilità».

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