Osteonecrosi della ossa mascellari, parola d’ordine prevenzione: il ruolo della Società Italiana di Patologia e Medicina Orale

25 Giugno 2017

L'approfondimento di Insanitas. Seconda ed ultima parte dell'intervista a Giuseppina Campisi e Olga Di Fede.

 

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Dopo la prima parte (leggi qui), concludiamo il nostro approfondimento sull’osteonecrosi delle ossa mascellari,  la più emergente delle patologie odontoiatriche croniche severe.

Il ruolo della Sipmo nella prevenzione? 

«L’impegno della Società Italiana di Patologia e Medicina Orale- afferma Giuseppina Campisi (a destra nella foto, insieme a Olga Di Fede), vice presidente nazionale della Sipmo-  è divulgare dei percorsi di conoscenza e aggiornamento sulla malattia e a tal fine in Italia, dalla sinergia con la SICMF (Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale) è nato un corso di informazione e aggiornamento itinerante, con il patrocinio della FNOMCeO e della CAO Nazionale che ha già avuto luogo in diverse sedi CAO italiane e che, per la seconda volta in Sicilia, farà tappa il prossimo 23 settembre presso l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Palermo».

Il valore dell’innovazione in questo ambito?

«L’innovazione aiuta – afferma l’esperta – ma il messaggio che deve passare è che la curva di apprendimento visivo, ovvero l’esame obiettivo delle lesioni da parte del medico orale in questo caso, come anche nel cancro del cavo orale, rimane essenziale per la diagnosi. L’occhio del medico allenato a riconoscere le lesioni non è sostituibile da un apparecchio, né dal computer, almeno fino ad oggi. Il gioco di squadra, come in tante altre malattie, fa poi la differenza, in positivo».

«Il Policlinico Giaccone di Palermo- conclude Campisi- da anni ha deciso di mettere in campo un protocollo e un percorso trasversale multidisciplinare denominato PROMaF (Prevenzione e Ricerca sull’Osteonecrosi dei Mascellari da Farmaci), patrocinato dall’assessorato regionale alla Salute attraverso cui ha strutturato le risposte ai vari quesiti di carattere diagnostico e terapeutico».

Il tutto periodicamente aggiornato, validato dalla Direzione Sanitaria del Policlinico e  fruibile gratuitamente dal sito web, compresa la cartella dedicata a ONJ informatizzata fruibile anche da operatori sanitari esterni al Policlinico (onoff.sipmo.it).

Da ottobre, sempre il Policlinico, credendo convintamente nel valore della prevenzione, ha deciso di creare un servizio dedicato di medicina orale per pazienti oncologici (Cod. esenzione 048) per la prevenzione e cura delle ONJ così come del cavo orale in generale (vedi ns precedente articolo).

Il PROGETTO “CONTEST ONJ”

«Si tratta- spiega Olga di Fede (a sinistra nella foto), coordinatore del progetto nazionale CONTEST ONJ– di un concorso che la SIPMO ha promosso con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli specialisti che si occupano della malattia, per premiare la ricerca nell’ambito della patologia. È stato lanciato lo scorso aprile (e la partecipazione è aperta e gratuita grazie all’utilizzo di una piattaforma web) allo scopo di promuovere le più attuali conoscenze, la realizzazione di uno studio multicentrico e di stimolare la collaborazione intra/inter- specialistica tra le Università e le Aziende Ospedaliere del territorio nazionale».

Inoltre, la navigazione del sito permette di scaricare contenuti divulgativi rivolti sia ai medici che ai pazienti, per diffondere gli aggiornamenti sulla malattia.

«Sul profilo della diagnosi e del trattamento- evidenzia Di Fede- la parola chiave è interdisciplinarietà: l’approccio diagnostico e terapeutico della patologia, infatti, coinvolge accanto agli specialisti di medicina orale, i medici di medicina generale, i fisiatri, gli oncologi, gli ematologi, i geriatri, i chirurghi plastici, quelli maxillofacciali».

Esami diagnostici nel caso di sospetta ONJ?

«Occorre effettuare- aggiunge la ricercatrice- prioritariamente un esame radiografico di primo livello, ovvero l’ortopantomografia e in uno step successivo, per la stadiazione, la TC (Tomografia Assiale Computerizzata) senza mdc (mezzo di contrasto) per valutare l’estensione del danno osseo. Mentre l’RM (Risonanza Magnetica) viene effettuata solo se si riscontra un ampio coinvolgimento dei tessuti molli, o nei casi in cui non è possibile ricorrere alla TC».

DECALOGO PER I PAZIENTI A RISCHIO

– Se si è in procinto di iniziare, o si è già effettuato un trattamento terapeutico con aminobisfosfonati o con altri farmaci per la cura delle ossa, e che sono associati al rischio di osteonecrosi delle ossa mascellari, è opportuno eseguire una visita odontostomatologica, al fine di valutare lo stato di salute della bocca, anche se si hanno pochi o nessun dente e/o si è portatore di una protesi mobile parziale o totale.

– È importante comunicare al dentista di fiducia, se si è in procinto o si stanno assumendo questi farmaci o se si sono assunti in passato. Se il dentista riterrà opportuno effettuare delle estrazioni dentarie, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità di sospendere la somministrazione con i farmaci, a seguito del nulla osta del medico prescrittore. Il paziente, se necessario, potrà essere sottoposto a sedute di igiene orale professionale e dovrà essere informato dal proprio dentista sulla corretta metodica di igiene orale domiciliare (utilizzo dello spazzolino, utilizzo del filo interdentale, igiene della lingua).

-Tutti gli altri trattamenti odontoiatrici che non coinvolgono direttamente il tessuto osseo (es. cura delle lesioni cariose, trattamenti canalari, trattamenti protesici, igiene orale) potranno essere eseguiti anche dopo l’inizio della cura con i farmaci a rischio di osteonecrosi.

SEGNI/SINTOMI DELL’OSTEONECROSI DELLE OSSA MASCELLARI

«La presentazione clinica della malattia- conclude Di Fede- è piuttosto variabile. Dal sanguinamento, al gonfiore delle gengive, dal dolore localizzato alla presenza di una tumefazione del volto, fino all’insorgenza di fistole intra ed extraorali drenanti pus, di mobilità accentuata di alcuni elementi dentari e/o della perdita degli stessi; anche l’alitosi o la sensazione di intorpidimento o pesantezza della mandibola possono essere segni di ONJ».

In ogni caso va segnalato immediatamente al medico curante o all’odontoiatra la presenza di uno o più disturbi sopraindicati, così come qualsiasi cambiamento a carico delle mucose orali, gengive, denti o mandibola.

Altro strumento gratuito e di semplice consultazione per approfondire l’argomento ONJ è stato realizzato ad opera della dott.ssa Di Fede e della prof. Campisi: si tratta di una sezione denominata “Rischio Osteonecrosi” inserita all’interno nell’App DoctOral, scaricabile sulle piattaforme di iOs e Android. Oltre a fornire tutte le indicazioni utili per la gestione odontoiatrica del paziente a rischio, informa sui fattori di rischio sistemici e locali noti.

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