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Osservatorio Buona Sanità

Dal palazzo

La lettera a Ruggero Razza

Osservatorio Buona Sanità, 13 proposte all’assessore per contrastare la violenza negli ospedali siciliani

La lettera inviata dal OBS a Ruggero Razza.

Tempo di lettura: 3 minuti

In una lettera inviata all’Assessore Regionale alla Sanità, Ruggero Razza, l’Osservatorio Buona Sanità interviene sul tema della sicurezza negli ospedali siciliani con una serie di proposte.

Di recente, l’Osservatorio Buona Sanità aveva approfondito tecnicamente la problematica nel corso del Meeting “La violenza ha tanti volti … e nei luoghi di lavoro”, che ha visto confrontarsi Dirigenti Medici con l’intervento della Dott.ssa Strano Serafina, il Centro Antiviolenza, giudici penalisti e del lavoro e donne delle istituzioni.

Ora l’osservatorio torna sul tema a difesa e tutela di tutti gli operatori sanitari. «Da più voci continuano ad arrivare le richieste di implementare i sistemi di prevenzione e sicurezza a difesa da comportamenti aggressivi e lesivi per la categoria dei sanitari che, per sua natura, è sempre stata dalla parte dei cittadini», si legge nella lettera (clicca qui) che la dottoressa Katia Coletta (nella foto) ha inviato all’assessore a nome degli associati OBS.

ECCO LE TREDICI PROPOSTE

– Vigilanza privata H24

– Sistemi di videosorveglianza all’esterno ed interno degli edifici, collegati alla sorveglianza remota h. 24 per il monitoraggio real time

– Sistemi di allarme collegati ad una centrale operativa.

– Sistemi di illuminazione efficienti, soprattutto all’ingresso delle sedi.

– Videocitofoni per iconoscere chi si trova all’esterno.

– Porte antisfondamento

– Uscite di sicurezza con piano di evacuazione ed addestramento del personale

– Costante analisi del fenomeno di rischio, per individuare sopraggiunte criticità ed eventuali falle organizzative supportate da commissione tecnica costituita da componenti appartenenti alla dirigenza medica.

– Individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare illustrate a tutti gli operatori sanitari, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri e costantemente monitorati e verificati e- nel caso di mancato raggiungimento dell’ obiettivo- conseguente sospensione dal lavoro e/o sanzioni pecuniarie

– Realizzazione di uno sportello virtuale accessibile on-line dai dipendenti aziendali per la segnalazione di informazioni utili a monitorare il fenomeno e l’ eventuale violazione delle procedure attuate, garantendone l’ anonimato

– Adeguata formazione e addestramento dei lavoratori esposti a rischio, con training comportamentali, ciclicamente garantita dal servizio di formazione aziendale.

– Programmi di assistenza specialistica, consulenza legale e psicoterapeutica dei lavoratori esposti a rischio a garanzia e tutela della condizione psicofisica.

– Idonee polizze assicurative obbligatorie per le aziende di infortunio sul lavoro full risk che includano la violenza psico-fisica e sessuale da terzi sul posto di lavoro

«Nel riconoscere l’importanza del percorso intrapreso dall’Assessorato alla Salute siciliano in merito al tema della sicurezza dei lavoratori della sanità, l’Osservatorio Buona Sanità con il documento elaborato dalla dottoressa Coletta, membro del direttivo Obs, vuole sottolineare alcuni punti di natura costruttiva e pratica», scrive il presidente di Osservatorio Buona Sanità, Carmelo Puglisi.

Ed aggiunge:«Ciò potrebbe  permettere  ai lavoratori  della Sanità pubblica di erogare un servizio maggiormente in sicurezza e porre una maggior attenzione al paziente, essendo scevri da problematiche di altra natura quali quelle che  purtroppo hanno evidenziato recenti fatti di cronaca siciliana. È evidente infatti come per erogare una sanità di qualità , la sicurezza e la qualità del lavoro degli operatori e dei medici siano elementi  essenziali ed imprescindibili».

sanità siciliana

Carmelo Puglisi

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