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OSS assunti senza requisiti durante l’emergenza Covid, scattano le revoche

29 Luglio 2020

Il Policlinico scioglierà il contratto di collaborazione con undici di loro mentre i trenta Oss assunti all’Arnas avranno tempo un mese presentare controdeduzioni

 

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Revocate le assunzioni per una quarantina di operatori socio sanitari al Policlinico e all’Arnas Civico di Palermo, erano stati assunti durante l’emergenza Covid ma non avevano i requisiti. Potrebbero non essere gli unici. L’Asp di Palermo corre ai ripari e manda indietro alle aziende ospedaliere le graduatorie corrette a seguito delle verifiche effettuate in seconda battuta dagli ospedali per accertare i requisiti in possesso di ogni singolo candidato assunto in azienda. A distanza di qualche mese, così come per altro chiedevano un centinaio di precari dell’Arnas e la Cgil, i nodi vengono al pettine e si scoprono delle inesattezze. Inesperienza non certo malafede nell’inserire nelle voci sbagliate i requisiti in possesso (quelli di carriera nonché quelli accademici e professionali) hanno di fatto ribaltato le graduatorie.

Il Policlinico scioglierà il contratto di collaborazione con undici di loro a partire dal primo di agosto, mentre i trenta Oss assunti all’Arnas Civico avranno tempo un mese – come recita una nota inviata a fine luglio dall’U.O. C Risorse Umane del Civico firmata dal direttore generale Roberto Coletti, dal direttore amministrativo Francesco Paolo Tronca e dal direttore sanitario Salvatore Requirez – per presentare controdeduzioni e dimostrare all’Azienda di essere in possesso dei titoli riportati nella piattaforma, come ci ha confermato il direttore generale Roberto Colletti: “Abbiamo controllato i titoli e sono sbagliati, lo abbiamo comunicato all’Asp che aveva fatto il bando e ci ha restituito una graduatoria diversa e gli interessati non rientravano in quest’ultima”. Aggiungendo: “dei trenta operatori alcuni di loro avevano già rapporti libero professionali con il Civico, abbiamo dunque inviato una relazione in Assessorato con la quale chiediamo di sapere come dobbiamo comportarci in questo caso specifico, per gli altri mi dispiace”.

Per ricevere l’istanza e candidarsi l’Asp di Palermo, individuata per reclutare il personale infermieristico e di supporto sanitario per conto di tutte le aziende del Servizio Sanitario Regionale, si serviva di una piattaforma che a dire degli stessi operatori non era idonea per tracciare il loro profilo professionale, profondamente diverso, anche nei criteri, da quello di medici e infermieri correttamente inquadrati dal portale informatico. Risultato finale? Una gran confusione. Gli Oss di fatto prestano la loro professione all’interno delle Aziende sanitarie con partita iva ma il bando in questione non prevedeva la figura di “libero professionale”. Le voci in elenco erano infatti “titoli di carriera” e “titoli professionali”, alla prima potevano “spuntare” la casella solo coloro che avevano già un contratto a tempo determinato o indeterminato ma così sembra non essere stato. Qualcuno ha inserito il lavoro svolto in regime di partita iva in quest’ultima scavalcando così altri colleghi, precari come loro, che hanno compilato correttamente il format. Insomma una guerra tra poveri, commenta qualcuno di loro. Ma questo non sembra l’unico neo di questa selezione, qualcun altro avrebbe concorso per una figura professionale che non esercita avvalendosi di un punteggio ottenuto per via di un rapporto lavorativo avviato con l’Azienda sotto altro profilo e per conto di cooperative. Tempi ristretti per via dell’emergenza sanitaria che ha messo a dura prova tutto il sistema sanitario italiano, errore umano o furbizia che sia, qualcosa di certo va rivista nel reclutamento del personale sanitario.

LA NOTA DELLA FIALS

Scattano, anche se con ritardo i controlli sulla graduatoria di Oss per assunzioni a tempo determinato, gestita dall’Asp Palermo, valida per l’utilizzo in periodo Covid nell’intera Regione Siciliana. Il Policlinico ha già comunicato a 11 operatori socio sanitari che i loro incarichi saranno revocati per irregolarità riscontrata nella documentazione dichiarata.

“La platea di Oss disoccupati palermitani – dice Enzo Munafò, segretario provinciale della Fials Palermo – aveva chiesto di denunciare le irregolarità scoperte nella graduatoria pubblicata ed è quanto avevamo contestato primariamente all’Asp Palermo che ha declinato le responsabilità nei confronti di tutte le Aziende ospedaliere. Purtroppo le denunce si stanno puntualmente confermando veritiere. Sono stati immessi in servizio tantissimi lavoratori senza averne preventivamente controllato la documentazione. Come sindacato abbiamo dato voce a disoccupati onesti che non si sono resi responsabili di false attestazioni soprattutto sull’anzianità di servizio prestata, tutto, senza essere stati ascoltati e con i tempi che impiega la pubblica amministrazione. Adesso i lavoratori onesti subiranno una doppia beffa, perché il personale revocato potrà comunque poter utilizzare questi mesi di servizio per aumentare il proprio punteggio di servizio reso nelle prossime graduatorie”.

La Fials contesta in sostanza che “è stato consentito ai partecipanti di rilasciare, nella piattaforma, esclusivamente copia del titolo posseduto di Operatore sociosanitario certificato, senza richiedere analoga validazione della certificazione per i titoli di anzianità di servizio, da parte di nessuna pubblica amministrazioni nelle quali si dichiara di averli prestati”.

Munafò spiega quindi che “mentre al Policlinico sono state eseguite delle verifiche e i lavoratori con irregolarità nella documentazione sono stati messi fuori, all’Asp non è stato ancora revocato alcun incarico. Non abbiamo notizie ancora neanche da parte di Villa Sofia Cervello. Inoltre nessuno parla di dichiarazioni mendaci per cui scatterebbe la denuncia all’autorità giudiziaria, ma soltanto di ricollocazione in graduatoria con il reale punteggio posseduto. Plaudiamo al fatto che finalmente dopo mesi, comunque, sono stati fatti i controlli, ma i provvedimenti presi sono davvero poca cosa rispetto al problema che si è venuto a creare a danno di lavoratori onesti e rispettosi delle leggi di uno Stato che è stato messo all’angolo.”

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