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sanità siciliana

Dal palazzo

Gucciardi ha incontrato i sindacati

Ospedali siciliani, ecco la nuova classificazione: gli hub passano da tre ad otto

La presentazione ai sindacati da parte dell'assessore Gucciardi. Numerose "promozioni" rispetto alla precedente e contestata versione.

Tempo di lettura: 6 minuti

PALERMO. Numerose novità nell’ennesima riscrittura della rete ospedaliera siciliana. Illustrata oggi dall’assessore Baldo Gucciardi ai sindacati, la classificazione delle strutture in base al livello di complessità delle prestazioni sanitarie offerte nell’ambito dei servizi di emergenza e urgenza presenta, infatti, numerose modifiche rispetto alla precedente e contestata stesura dello scorso settembre.

I centri hub, cioè quelli di secondo livello altamente specializzati e integrati, da tre diventeranno ben otto: all’Arnas Civico di Palermo (confermato) si aggiungono Villa Sofia-Cervello e Policlinico Giaccone. A Catania, oltre al confermato Cannizzaro di Catania vengono promossi il Policlinico Vittorio Emanuele e l’Arnas Garibaldi. Confermato a Messina il Policlinico mentre viene promosso da “spoke” a “hub” pure l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.

Non sarà più ridimensionato il San Raffaele Giglio di Cefalù: il suo ruolo, infatti, sarà quello di ospedale di primo livello (Spoke) e non semplice presidio di base, e ciò certamente scongiurerà il taglio di reparti e personale.

Nella nuova rete scompaiono gli “ospedali di comunità” e fanno la propria comparsa le strutture in zone “ad alto rischio ambientale”.

Aumentano anche i centri spoke, cioè quelli di primo livello, che saranno in tutto 18 invece che 15. Tra essi figurano gli ospedali di Giarre-Acireale, Gela, Caltagirone, Ragusa, Vittoria- Comiso, Siracusa ed Avola- Noto. Ed ancora,  gli ospedali riuniti di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, il San Vincenzo di Taormina e il Papardo di Messina, l’ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento, gli ospedali riuniti Sciacca- Ribera, il Vittorio Emanuele di Gela e l’Umberto I di Enna.

Di primo livello anche l’ospedale Buccheri La Ferla  e l’Ingrassia di Palermo, il Sant’Antonio Abate di Trapani (accorpato con l’ospedale di Salemi) e l’ospedale di Marsala.

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Quella presentata da Gucciardi non è ancora tutta la rete ospedaliera: per conoscere l’articolazione dei reparti e dei singoli posti letto provincia per provincia si dovrà aspettare alcuni giorni. E l’assessore Baldo Gucciardi esprime «soddisfazione per il serio contributo offerto e per l’apprezzamento positivo delle organizzazioni sindacali sulla rete dell’emergenza urgenza ospedaliera». Da piazza Ziino sottolineano che «nessun ospedale verrà chiuso, ma ogni ospedale sarà funzionale e complementare all’altro, salvaguardando tutti i presidi compresi quelli delle isole minori e delle zone più disagiate».

LE REAZIONI

«La nostra provincia non solo non chiude alcuna struttura ospedaliera, ma insieme a Trapani anche l’ospedale di Marsala diviene DEA di primo livello e vengono confermati presidi di base gli ospedali di Alcamo, Castelvetrano e Mazara del Vallo. Incrementiamo il numero dei posti letto ospedalieri, recuperando un deficit che nel passato aveva visto questo territorio penalizzato rispetto alla media regionale».  Lo ha detto il direttore generale dell’Asp di Trapani Fabrizio De Nicola, aggiungendo: «Un successo per il quale voglio esprimere apprezzamento per il lavoro fatto dall’assessore Gucciardi».

Poi De Nicola aggiunge: «La ‘promozione’ del Paolo Borsellino di Marsala, nella nuova struttura di contrada Cardillo, permette così di dare adeguate risposte di salute a quell’ampio bacino territoriale. Gli ospedali di base avranno tutti obbligatoriamente le discipline dell’emergenza urgenza, della medicina, della chirurgia e dell’ortopedia traumatica, oltre a quelle che sono state già previste nella nostra pianta organica, mentre quello di Salemi viene riunito al Sant’Antonio Abate, e diventa centro di eccellenza per la neuroriabilitazione, avviando quella rete della riabilitazione voluta dal ministero».

«Voglio ringraziare anche le organizzazioni sindacali- ha concluso De Nicola- sia del comparto che dei dirigenti medici, per il contributo dato in questi mesi con le loro osservazioni, accolte dall’assessore Gucciardi. Sono fiducioso che presto, appena ottenuto il via libera dalla commissione sanità dell’Ars e dal ministero, potremo avviare quelle assunzioni indispensabili per fornire una sempre migliore assistenza sanitaria ai nostri cittadini”.

«La classificazione del Giglio, quale presidio di “primo livello” è un riconoscimento all’importanza ed alle potenzialità della struttura e di tutto il bacino territoriale- dichiara il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina- Premia anche la capacità di un’intera comunità, quella ritrovatasi, il 12 settembre scorso, nell’atrio dell’Istituto Comprensivo Botta, che ha saputo con forza dire “NO” al taglio dei servizi ospedalieri, per un vasto comprensorio che va dalle Madonie ai Nebrodi e ad un’ampia zona del messinese». «Voglio dare atto all’assessore Gucciardi- aggiunge Lapunzina- di avere mantenuto fede all’impegno di rivisitare, secondo parametri obiettivi, quella ipotesi di piano, vistosamente ingiusta, che era stata predisposta dagli Uffici. Da un temuto declassamento, siamo passati ad una promozione. Non possiamo che esserne soddisfatti».

I SINDACATI

«Apprezziamo il coraggioso impegno con cui l’assessore ha portato avanti la riorganizzazione del sistema sanitario regionale. Il prossimo passo però sono le assunzioni, fondamentali per assicurare servizi efficienti e per rendere la riorganizzazione veramente efficace», affermano il segretario generale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, ed il segretario generale della Cisl fp Sicilia, Gigi Caracausi.

«Il piano della rete ospedaliera- dice il segretario generale della Uil Fpl Enzo Tango– non farà perdere pezzi alla sanità siciliana. Anzi, in alcuni casi, apportando le giuste modifiche, potrebbe persino migliorarne la gestione. Inoltre, ma solo dopo il via libera da Roma, si aprirebbero finalmente le porte a concorsi e assunzioni. Questa riforma garantirà ai cittadini servizi e professionalità. Resteranno in atto tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, solo qualcuna cambierà nome. Il livello delle prestazioni resterà alto se non migliorabile».

Interviene anche Angelo Collodoro, vicesegretario regionale del sindacato Cimo: «L’assessore ha illustrato  un’impalcatura. Quello che si constata è un’inversione di rotta non solo culturale rispetto a quanto programmato ad oggi, ovvero si sta finalmente prendendo atto, con grande ritardo che la visione ospedalocentrica è fallimentare e che la sanità è un sistema che si regge su due gambe, territorio ed ospedale, e sulla integrazione tra le due aree. Certo molte cose sembrano poco sostenibili ai sensi del decreto ministeriale 70».

«Ci riteniamo soddisfatti dell’operato dell’assessore Gucciardi in merito alla nuova rete ospedaliera che di fatto mantiene in esistenza tutti i presidi ospedalieri siciliani- afferma Francesco Frittitta, coordinatore regionale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche- Apprezziamo e sosteniamo il tentativo di ottenere da Roma un aumento dei posti letto disponibili che al momento sono 3 ogni mille abitanti. Rimaniamo perplessi sul fronte delle immissioni del personale che potranno avvenire solo dal 2018 e chiediamo su questo fronte maggiore celerità».

Secondo il sindacalista “tutte le graduatorie sono state prorogate fino al 31 dicembre 2017 e solo nel 2018 si potranno effettuare le immissioni a tempo indeterminato. Adesso bisogna iniziare a lavorare per non farci trovare impreparati ed evitare ulteriori ritardi. Auspichiamo che tutte le procedure siano pronte entro la fine dell’anno».

Il Nursind spiega anche di apprezzare la scelta dell’assessore di chiedere «un aumento dei posti letto a disposizione che oggi sono 3 ogni mille abitanti, ma non questo conteggio non si tiene conto del flusso migratorio che beneficia del sistema. Più posti letto significa anche più personale da immettere in servizio».

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