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ASP e Ospedali

Cardiologia nucleare

Ospedale “Umberto I” di Enna, riecco le scintigrafie miocardiche

È un esame diagnostico e valutativo non invasivo che permette lo studio della perfusione e della funzionalità cardiaca.

Tempo di lettura: 2 minuti

ENNA. Ripartono all’Umberto I di Enna le scintigrafie miocardiche. Si rinnova, dunque, la collaborazione tra il reparto di Medicina Nucleare e quello di Cardiologia per dare vita all’ambulatorio di “Cardiologia Nucleare”.

«Prima del Covid la lista di attesa era pari a zero, adesso puntiamo a garantire sedute “single day”, esame specialistico e consegna del referto tutto in unica giornata. Il protocollo consente di farlo anche in due giorni», spiegano i medici nucleari Serena Castorina e Davide Di Franco.

Il Covid ha inevitabilmente rallentato i tempi della sanità che adesso prova a riavvolgere il nastro e riprendere da dove aveva lasciato, e se possibile, migliorando i servizi. I medici specialisti per lunghi mesi sono stati impegnati a rimpinguare i reparti Covid. L’utenza che effettuava la scintigrafia nel nosocomio ennese era un’utenza vasta che giungeva da Enna a Caltanissetta, da Agrigento sino alcuni paesi limitrofi a Palermo, per via della riconosciuta qualità dei referti, ma non solo.

La nascita dell’ambulatorio di Cardiologia Nucleare ha l’intendimento di realizzare e offrire un percorso personalizzato, che inizi con i test da sforzo e prosegua- qualora la scintigrafia miocardica dovesse risultare positiva al test provocativo ischemico- con la presa in carico del paziente che verrà seguito nel duo decorso medico sanitario dai medici dell’ambulatorio così da scongiurare la sensazione di smarrimento nel dover cercare altrove uno specialista.

Ma a cosa serve questo esame? «È un esame diagnostico e valutativo non invasivo che permette lo studio della perfusione e della funzionalità cardiaca. La scintigrafia miocardica è richiesta nei pazienti in cui si sospetta una cardiopatia ischemica, oppure nei pazienti con malattia coronarica già nota, quando si vuole fare una nuova valutazione e conoscere il comportamento del cuore sotto sforzo», spiega il primario di Cardiologia, Lello Vasco.

Prima dell’esame diagnostico sarà effettuata una visita preliminare dove verranno poste le condizioni per effettuare la scintigrafia miocardica. Il cardiologo incaricato si occuperà dello stress test al cicloergometro o farmacologico ed il medico nucleare curerà l’acquisizione delle immagini.

Si riparte con una seduta a settimana per arrivare presto a due, le liste di attesa saranno momentaneamente gestite dal reparto di Cardiologia.

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