frattura gomito

Ospedale Sant’Elia, impiantata artoprotesi di gomito a una sessantasettenne

18 Gennaio 2019

La rarità sta nella complessità della frattura del caso clinico.

 

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CALTANISSETTA. Intervento di eccellenza all’ospedale Sant’Elia su una nissena di 67 anni che si era fratturata il gomito a seguito di una brutta caduta. Grazie ad una artoprotesi di gomito, impiantata dall’equipe di Ortopedia, guidata dal responsabile facente funzioni Massimo Siracusa, potrà tornare nuovamente ad una vita normale riprendendo la piena funzionalità dell’arto.

Un intervento complesso sul piano tecnico-chirurgico quello realizzato dallo stesso Massimo Siracusa, insieme al collega Giovanni Alongi, all’anestesista Filippo Paternò e agli infermieri dell’equipe, che viene realizzato da pochi centri in Italia.

«La rarità sta nella complessità della frattura che il caso clinico sottoponeva alla nostra attenzione- afferma Siracusa- Una frattura comminuta, da scoppio, che interessava la giunzione articolare del gomito. Trattarla significava cercare di restituire alla paziente una restitutio ad integrum, il che non sarebbe stato possibile cercando di ricomporre la pluriframmentarietà. E quindi abbiamo deciso di impiantare una artoprotesi di gomito. L’intervento è tecnicamente complesso ma grazie alla collaborazione di una valida equipe, costituita da infermieri di sala, infermieri di reparto, perché anche loro contribuiscono, e grazie all’anestesista e al dottore Alongi che era con me, siamo riusciti ad eseguirlo in maniera perfetta».

«La paziente ad oggi è in dimissione e già sta iniziando la mobilizzazione del gomito e quindi il nostro obiettivo che era quello di darle una restitutio funzionale è stato ottenuto. Per recuperare totalmente sarà necessario circa un mese, perché si tratta di interventi che non interessano esclusivamente l’osso ma anche i tessuti molli che hanno chiaramente la necessità biologica di guarire».

Nel reparto sono impegnati in tutto quattro medici. Oltre a Massimo Siracusa e Giovanni Alongi vi sono infatti Michele Palumbo e Anna Arancio, che così come i colleghi con professionalità e grande spirito di abnegazione, garantiscono gli interventi, trovando spazio anche per quelli di eccellenza.

«A fronte della difficoltà legata alla carenza di personale– spiega ancora Siracusa- abbiamo avuto un incremento dell’afflusso dei traumi non solo dalla nostra zona ma anche dal circondario, dalle province di Enna e Agrigento. Questo incremento verosimilmente è legato alle ultime nevicate e condizioni climatiche difficili, quindi si è trattato di un periodo complicato. Siamo riusciti a garantire la giusta assistenza sia medica che chirurgica. A un mese dall’inizio di questa esperienza nuova per me come responsabile, abbiamo avuto un incremento del 30 per cento degli interventi».

Siracusa conclude: «Un reparto che va bene, speriamo di poterlo incrementare sul piano delle figure professionali per migliorarlo ulteriormente. È l’obiettivo di tutti noi, dai vertici aziendali, agli infermieri, agli ausiliari, agli Oss a tutti quelli che operano nel nostro ospedale».

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