Ospedale Sant’Elia, donna affetta da sclerosi multipla dà alla luce una bimba

24 Dicembre 2019

Come accade in questi casi, il parto è stato programmato.

 

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CALTANISSETTA. È una storia di gioia, speranza e buona sanità quella che arriva dall’ospedale Sant’Elia, per la precisione dal reparto di Neurologia diretto da Michele Vecchio (presidente regionale della Società Italiana di Neurologia).

Le protagoniste sono Giulia Deva Giunta, una paziente affetta da sclerosi multipla, e la sua piccola nata qualche giorno fa (nella foto, la cui pubblicazione è stata autorizzata dai genitori della bimba).

Si chiama Clementina Francesca ed è una bimba bella, forte e sana, nata dalla determinazione di una mamma e dall’amore per la medicina di Michele Vecchio ormai impegnato da anni, insieme al suo reparto, non solo a curare chi è affetto da Sclerosi Multipla ma anche a far vivere ai suoi pazienti una vita normale, al pari di chiunque altro.

La sclerosi multipla non compromette la fertilità né determina un maggior rischio di aborto spontaneo, tuttavia è fondamentale pianificare la gravidanza.

«Ho scoperto di essere affetta da Sclerosi multipla a maggio 2017, in seguito ad una neurite ottico retrobulbare all’occhio destro. Avevo già un bambino di 3 anni- racconta Giulia Deva Giunta- e il mio desiderio era quello di allargare la famiglia. La mia più grande paura era quella di interrompere l’assunzione del farmaco per il tempo richiesto per il normale concepimento e per la gravidanza stessa. I medici del Sant’Elia mi sono stati vicini ed insieme abbiamo iniziato a programmare questa seconda gravidanza».

Inoltre, aggiunge: «La programmazione è una scelta vincente per i pazienti affetti da questa patologia. Ho iniziato questo percorso a giugno 2018, interrompendo il farmaco, e la gravidanza è arrivata a gennaio 2019. Ho avuto una gravidanza senza alcuna criticità. Ho vissuto il periodo della gestazione con la giusta serenità e con la forza che mi ha sempre contraddistinta, senza farmi mai abbattere dalla paura. Il parto è andato benissimo e anche il post Partum è stato sereno. Ho allattato per i primi due mesi, seguendo il protocollo consigliatomi dalla mia neurologa. Mia figlia è nata di 2800 grammi, e oggi, a distanza di tre mesi esatti ne pesa 6200, un successo».

A spiegare come tutto ciò sia stato possibile è il dottore Michele Vecchio: «Il caso della signora Giulia Deva ha illuminato il nostro Natale con la nascita della sua splendida bambina. Si è realizzata una parte importante del progetto di presa in carico delle persone affette da Sclerosi Multipla e dei loro familiari. Perché un paziente con Sclerosi Multipla pone la necessità di riprogettare la propria vita, non solo nel senso delle doverose e necessarie terapie, ma anche nel fare comprendere che essi debbano vivere una vita piena, senza limitazione alcuna: affetti, relazioni sociali, lavoro, gravidanza, sport, insomma una vita piena libera da preconcetti, da limitazioni ambientali, di frustrazioni o di rammarico».

Il primario aggiunge: «È ovvio che il primo periodo è difficile. L’accettazione della condizione, l’affidarsi a Centri specializzati, liberarsi dai propri ed altrui pregiudizi, consente di spiccare il volo nella vita. Si comprende che i controlli, gli esami e le terapie, fanno parte del nuovo stato che ti renderanno più forte e potrai affrontare qualunque cosa. È fondamentale il contesto della famiglia, la totale ed ampia collaborazione dei propri partner che io oso definire sempre come persone speciali, perché hanno il compito di fare sentire veramente importanti le persone con Sclerosi Multipla. Non è un sogno, ma una certezza ampiamente realizzabile».

Infine, Michele Vecchio sottolinea: «Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una “rivoluzione copernicana” in questo ambito. Si è passati da un concetto negazionista ad un evento assolutamente possibile in totale sicurezza per la donna ed il nascituro. Ciò è determinato e dimostrato da significative esperienze internazionali sul campo. La gravidanza esempio di realizzazione della meraviglia dell’uomo, è l’essenza della vita di una coppia che lo desidera e noi siamo in grado di favorire questo desiderio».

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