Ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, dopo sette anni effettuato un prelievo di organi

12 Maggio 2017

Due reni e il fegato da una paziente deceduta. Intervento pure di una equipe dell'Ismett con le attrezzature per conservarli e trasportarli.

 

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TRAPANI. Dopo sette anni effettuato un intervento di prelievo di organi per trapianto all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani. È stato eseguito questa mattina (venerdì) su una paziente deceduta nel reparto di rianimazione, cui sono stati prelevati i due reni e il fegato, che saranno impiantati su tre pazienti in attesa di trapianto.

È il frutto della collaborazione tra l’ufficio coordinamento per la donazione e prelievi d’ organo dell’Asp, guidato da Antonio Cacciapuoti con il contributo di Ivan Paesano, la direzione ospedaliera e l’Ismett di Palermo.

Alle 00,06 è stata accertata la morte celebrale della paziente 77enne – deceduta a seguito di un trauma cranico per una caduta accidentale – dalla commissione istituita ad hoc dal direttore di presidio Francesco Giurlanda, e mantenuta a cuore battente mentre si sono effettuate le procedure di tipizzazione con l’intervento dei reparti di cardiologia, laboratorio analisi, radiologia e centro trasfusionale del S. Antonio Abate, e allertata l’equipe prelievi dell’Ismett, coordinata da Pasquale Bonsignore, giunta con le attrezzature per conservare e trasportare gli organi.

La signora non aveva espresso la dichiarazione di volontà in vita, ma è stata ottenuta l’autorizzazione dei figli al prelievo. Alle 7,45 è iniziato l’intervento, con l’equipe del complesso operatorio, che si è concluso alle 11,30.

Gli organi sono già stati trasportati a Palermo, in attesa che il Centro Regionale Trapianti proceda all’assegnazione degli organi.

Soddisfazione è espressa dall’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi: «Non ho dubbi sulla capacità della rete trapiantologica siciliana, e la crescita in questi mesi degli interventi lo dimostra. Ma voglio sottolineare come basta una dichiarazione di volontà per potere donare organi e tessuti. Un semplice gesto in vita  potrà salvare dopo la nostra morte più vite umane».

«Voglio ringraziare il nostro coordinamento prelievi d’organo- ha detto il commissario straordinario dell’ASP Giovanni Bavetta– e tutte le equipe medico-infermieristiche coinvolte per l’intervento. Si sono mostrate di grande dedizione e professionalità. Spero che questo sensibilizzi ancor di più i nostri concittadini sul grande significato etico e morale che ha la donazione».

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