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La Buona Sanità

Ospedale Sant’Antonio Abate, pacemaker mininvasivo su un novantenne

Il sofisticato sistema di stimolazione transcatetere miniaturizzato è stato introdotto per via percutanea, senza l’uso di elettrocateteri. Sinergia con l'Arnas Civico di Palermo.

Tempo di lettura: 1 minuto

TRAPANI. Un delicato intervento di impianto di pacemaker è stato eseguito con successo dall’equipe medica dell’Unità operativa complessa di Cardiologia – UTIC dell’ospedale S. Antonio Abate di Trapani, diretta da Salvatore Martino.

Il sofisticato sistema di stimolazione transcatetere miniaturizzato di pacemaker è stato introdotto su un paziente di 90 anni per via percutanea con un approccio minimamente invasivo senza l’uso di elettrocateteri, da un’equipe di specialisti del presidio ospedaliero trapanese composta da Gianfranca Basiricò, Stefano Augugliaro, Santo Ferrarello, coadiuvata dal responsabile dell’U.O.S. di Elettrofisiologia dell’ospedale Civico di Palermo, Giuseppe Sgarito e dal team di ingegneri biomedici. Il dispositivo, di ultima generazione, ha una dimensione di 18 millimetri e pesa.1,75 grammi. Il paziente è stato già dimesso.

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