cardiopatici pacemaker

Ospedale San Vincenzo di Taormina, impiantato a tre pazienti il pacemaker più piccolo al mondo

4 luglio 2018

Pesa 2 grammi, misura poco più di 2 centimetri e ha una longevità stimata di circa 12 anni.

 

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Nel reparto di Cardiologia Interventistica dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina, diretto da Ludovico Vasquez, ieri per la prima volta nell’Asp di Messina, è stato impiantato il pacemaker più piccolo al mondo (“MICRA”) a 3 pazienti che precedentemente erano stati sottoposti, nella medesima struttura, ad espianto di sistemi pacemaker tradizionali a seguito di infezioni CIED.

La Procedura

Gli interventi salvavita sono stati eseguiti da Giuseppe Calvagna, coadiuvato da Saverio Iacopino, del Maria Cecilia Hospital di Cotignola, e dalla equipe medico infermieristica presso la sala di Cardiostimolazione della Divisione di Cardiologia dell’ospedale San Vincenzo di Taormina sovrintesa dal Ludovico Vasquez.

I tre pazienti sottoposti ad espianto di sistemi di stimolazione tradizionale, a seguito di infezioni CIED (cioè da dispositivi elettronici cardiovascolari impiantabili), dopo aver osservato una terapia antibiotica per 7 giorni, come suggerito dalle linee Guida, sono stati reimpiantati con il Sistema MICRA prodotto dall’azienda Medtronic.

«Poco più grande di una pillola, un decimo della grandezza di un pacemaker convenzionale, il sistema di stimolazione intracardiaco transcatere Micra Transcatheter Pacing System (Tps) di Medtronic- spiega il dr. Calvagna- è una vera e propria cardiocapsula, pesa 2 grammi, misura poco più di 2 centimetri e ha una longevità stimata di circa 12 anni. Viene impiantato direttamente nella cavità cardiaca attraverso la vena femorale e non prevede l’impianto di elettrodi di stimolazione».

Una volta posizionato, il sistema MICRA, ancorato al cuore attraverso piccoli ganci appositamente progettati, emette impulsi elettrici in grado di regolarizzare il battito cardiaco attraverso un elettrodo posto sul dispositivo. A differenza delle attuali procedure d’impianto, quella del Micra Tps non necessita di alcun filo o catetere e non richiede incisioni nel torace, né la creazione di una tasca sottocutanea, eliminando, così, il rischio di potenziali complicanze legate alla procedura tradizionale.

Reparto di riferimento nazionale

«Il pacemaker Leadless della Medtronic- afferma Calvagna, cardiologo interventista tra i più stimati in campo nazionale per i suoi interventi innovativi- è stato  disegnato per eliminare le complicanze legate ai cateteri e alla tasca che si verificano nei sistemi pacemaker tradizionali, fornendo una soluzione sicura ed efficace per i pazienti con infezione CIED”.

I dati in letteratura dimostrano che le infezioni CIED hanno un tasso di mortalità compreso tra il 12%- 31% e del 20% ad un anno, mentre, il rischio di re-infezione a seguito del re-impianto con un sistema tradizionale è dell’11% in contrapposizione ai dati del Registro MiCRA Post Approval da cui si evince che nessuno dei pazienti reimpiantati con MICRA ha mostrato il reiterarsi di eventi infettivi».

«Il successo di queste operazioni è il frutto di un costante e continuo perfezionamento nel settore della Cardiostimolazione e della presenza di un’equipe medico-infermieristica affiatata. La divisione di Cardiologia del San Vincenzo è considerata un centro di riferimento nazionale per il trattamento delle complicanze dei dispositivi cardiaci impiantabili con un elevato volume di interventi annui. Questo favorisce una forte mobilità attiva determinando sia numeri altamente positivi nei report annuali sia, soprattutto, la consapevolezza per i pazienti di potersi affidare ad un’equipe medica specializzata che opera con elevati standard professionali».

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